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Si spacciavano per tecnici per depredare le abitazioni degli anziani: due arresti

Nella mattinata di venerdì, i carabinieri hanno disarticolato un gruppo di malviventi di etnia sinti, appartenenti ad un sodalizio organizzato, dedito stabilmente ai furti in abitazione

Raggiravano gli anziani spacciandosi per falsi tecnici per poi depredarne le abitazioni. Nella mattinata di venerdì, i carabinieri della compagnia di Piove di Sacco, a conclusione di una lunga indagine, hanno disarticolato un gruppo di malviventi di etnia sinti, appartenenti ad un sodalizio organizzato, dedito stabilmente alla commissione di furti in abitazione. Nel mirino dei militari sono finite tre persone, coinvolte a vario titolo, e al momento indagate complessivamente per 6 colpi, consumati tra i mesi di febbraio e settembre 2015, nelle province di Padova, Venezia e Mantova.

FALSI TECNICI TRUFFAVANO GLI ANZIANI. Gli uomini dell'Arma, al termine delle indagini, coordinate dalla procura della Repubblica di Padova nella persona del pubblico ministero Benedetto Roberti, hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Lara Fortuna. In carcere sono finiti i pregiudicati F.G., 51enne, residente a Terrassa Padovana e R.C., 38enne, di Padova, mentre il terzo componente del gruppo, G.M., 22enne, domiciliato ad Albignasego, è stato sottoposto al divieto di dimora nella provincia euganea.

IL "MODUS OPERANDI". Le indagini sono iniziate lo scorso settembre, con il monitoraggio di tre persone di etnia sinti solite gravitare nella zona del Piovese, e sospettate di reati predatori in abitazione. Nel corso dei vari colpi, i responsabili impiegavano un collaudato "modus operandi": si presentavano a casa di persone anziane, qualificandosi come tecnici di Enel o Telecom, talvolta indossando caschi protettivi e giubbetti fluorescenti per rendere ancora più credibile la loro falsa professione; quindi, con la scusa di controllare le prese e i contatori dell’energia elettrica, mentre uno di loro intratteneva le vittime con espedienti di vario genere, i complici si aggiravano per le stanze della casa, arraffando denaro e monili. Una volta prelevata la refurtiva, i ladri si allontanavano velocemente, mentre alle vittime non rimaneva che constatare il furto subìto.

I COLPI ATTRIBUITI ALLA BANDA. Il primo colpo risale al 26 febbraio 2015, a Maserà di Padova. In quel caso i criminali asportarono un portafogli contenente 50 euro dall'abitazione di un'anziana di 74 anni. Il 18 marzo 2015, a Borgoricco, la vittima fu una pensionata di 86 anni, cui vennero sottratti 140 euro in contanti e una tessera bancomat. Il 24 dello stesso mese, sempre a Borgoricco, i malviventi rubarono 250 euro in contanti, custoditi nella credenza del salotto dell'abitazione di un’impiegata di 43 anni. Il 21 agosto 2015, a Mestre (Venezia), i ladri rubarono nell'abitazione di una pensionata di 78 anni, portandole via 115 euro in contanti e una collana in oro. Il colpo successivo risale all'8 settembre 2015, a San Martino di Lupari, quando i falsi tecnici asportarono un orologio in oro e altri monili dalla casa di un 71enne. Quattro giorni più tardi, il 12 settembre 2015, a Villa Poma (Mantova), i malviventi rubarono 75 euro nell'abitazione di una pensionata di 83 anni.

L'INVITO AI CITTADINI A COLLABORARE. Oltre ai furti, ad F.G. viene contestata anche la violazione dell'obbligo di soggiorno nel comune di residenza, misura cui era sottoposto e per giunta violata al fine di delinquere. Gli arrestati, F.G. e R.C., sono stati accompagnati, rispettivamente, alle case circondariali di Padova e Pordenone. I cittadini che avessero subito eventuali episodi analoghi sono invitati a prendere contatti con i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Piove di Sacco, allo scopo di collaborare nelle indagini tuttora in corso. 

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