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Raggiri online in crescita esponenziale. Dati e consigli utili: i truffatori sono anche padovani

Numeri da capogiro per i reati informatici: nei primi sei mesi del 2018 il trend è in aumento rispetto all'anno precedente. Tre denunce in un giorno, maglia nera a Veggiano

I truffatori che si nascondono nel web approfittando di ignari compratori non si fermano nemmeno d'estate. Lo confermano i numeri raccolti dai carabinieri, che segnalano un netto aumento rispetto allo scorso anno. Tre le denunce nelle ultime 24 ore: per arginare il trend ecco i consigli utili stilati dalle forze dell'ordine.

Dati allarmanti

Capi firmati, oggetti tecnologici all'ultima moda, accessori introvabili: sono solo alcuni dei tantissimi prodotti che spopolano sui siti di e-commerce a prezzi bassissimi rispetto a quelli di mercato. E naturalmente fanno gola a tanti. Purtroppo dietro alle offerte allettanti si nasconde spesso un raggiro, che ogni anno miete centinaia di vittime solo nel Padovano. Sono stati 190 i denunciati nel 2017, si è già toccata quota 106 tra gennaio e giugno 2018.

Il vademecum

I carabinieri sono impegnati quotidianamente per risalire ai truffatori: la maggior parte viene identificata grazie alle tracce lasciate in rete, dalle coordinate bancarie ai numeri di telefono, ma è importante conoscere le norme per acquistare online senza correre rischi. La tecnica è sempre la stessa: il malfattore mette in vendita molta merce a prezzo irrisorio su siti certificati, entra in contatto con più acquirenti possibile, fa in modo di ottenere feedback positivi e un acconto. Poi scompare senza consegnare i prodotti (che spesso non possiede) e cancella il proprio account. Per quanto banale, sono in molti a cadere nel tranello. Per evitare disavventure i carabinieri invitano a controllare sempre il sito e le recensioni del venditore prima di acquistare, anche cercandone il nome o nickname su Google.

Gli oggetti più desiderati

La categoria prediletta dai truffatori è quella degli smartphone, vero oggetto del desiderio, seguita a ruota da quella delle auto. Se con i cellulari puntano a offrire modelli nuovissimi a prezzi ridicoli, con i motori la situazione è più delicata: sia per i veicoli che per i ricambi i costi sono elevati – seppur inferiori a quelli di mercato – e spesso si tratta di articoli rubati. In questo caso l'acquirente non solo perde il denaro, ma rischia anche conseguenze penali.

Tre denunce in un giorno

Martedì mattina a denunciare una 30enne pugliese residente a Veggiano sono stati i carabinieri di Noventa Padovana, dopo la segnalazione di una donna di 33 anni raggirata online. Diversamente dal solito, la truffa si è consumata su Facebook: la truffatrice ha messo in vendita delle costose scarpe griffate a 300 euro, che la vittima le ha accreditato su una PostePay. Naturalmente, dopo il pagamento nessuna traccia delle calzature né della venditrice. Un'analoga vicenda ha impegnato i militari di Cittadella, che hanno denunciato altri due padovani: un 55enne di Teolo e un 65enne anche lui di Veggiano. L'annuncio riguardava la vendita di una Volkswagen Polo, per la quale una 40enne romena di San Giorgio delle Pertiche ha versato 3.800 euro tramite bonifico, senza mai ricevere la sua nuova auto.

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