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"La app deve essere disabilitata" Tribunale respinge ricorso di Uber

Confermato dal giudice di Milano il blocco dell'applicazione. L'istanza presentata dai legali del gruppo non è stata accolta. L'ordinanza prevede la disattivazione del servizio, disponibile a Padova da dicembre

UberPop è stata disattivata a mezzogiorno e un minuto di mercoledì. Il presidente della sezione del tribunale di Milano specializzata nelle imprese, Marina Tavassi, non ha infatti respinto l'istanza presentata dal colosso americano, che chiedeva l'annullamento del blocco dell'applicazione, deciso dal Tar di Milano il 26 maggio scorso, su tutto il territorio nazionale - Padova compresa dove è attivo da fine 2014 - con inibizione della prestazione del servizio, per concorrenza sleale, rispetto a quello tradizionale dei taxi.

MOTIVAZIONI E COMMENTI. L'applicazione era stata considerata paragonabile al servizio di radio taxi e dunque interferente con quello svolto dai titolari delle licenze. In una parola, il giudice milanese Claudio Marangoni l'aveva definita "concorrenza sleale". Al gruppo americano erano stati dati quindici giorni di tempo per adeguarsi alle disposizioni della magistratura, disattivando l'applicazione, altrimenti sarebbe scattata una "penale" da 20mila euro per ogni giorno in più di utilizzo. Nel frattempo, però, i legali del gruppo avevano presentato appello, definendo "incomprensibile" l'ordinanza  e precisando che UberPop avrebbe continuato ad essere attivo nelle successive due settimane in tutte le città italiane in cui era stato reso disponibile il servizio (oltre a Padova, anche a Milano, Torino, e Genova).

RICORSO RESPINTO. Il giudice Tavassi, nella sua ordinanza di 4 pagine, non solo ha stabilito che la app debba smettere di funzionare, ma anche che il gruppo americano ha contravvenuto alla decisione del giudice Giustiniani, non interrompendo il servizio lo scorso 26 maggio, mantenendolo, invece, attivo fino ad oggi.

UBER. "Il servizio UberPop si fermerà finché non riusciremo a far valere le nostre e le vostre ragioni", si legge sul sito di Uber, che invita gli utenti a "far sentire la voce a chi ha il potere di cambiare le cose twittando: 'L'Autorità dei Trasporti ha aperto al #ridesharing. Oggi è #lavoltabuona per costruire #lamobilitàdelfuturo @matteorenzi @Uber_Italia'. In questo momento, molto delicato - continua il post - si stanno decidendo le sorti della mobilità del nostro Paese, con scelte che definiranno la strada che l'Italia andrà a percorrere nei prossimi anni riguardo a temi cruciali per tutti noi come mobilità e trasporto locale. Noi continuiamo e continueremo a lottare per offrire una mobilità di qualità ed affidabile a chi non trova soddisfazione nelle soluzioni tradizionali".

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