Cronaca

Condannato per avere sparato e ucciso un ladro, solidarietà al tabaccaio di Civé

Dal mondo della politica a quello del commercio, è unanime la solidarietà a Franco Birolo, condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione per eccesso colposo di legittima difesa

La tabaccheria di Civè posta sotto sequestro per le indagini (fonte: YouReporter)

Dal mondo della politica a quello del commercio, è unanime la solidarietà a Franco Birolo - il tabaccaio di Civè di Correzzola che, il 26 aprile del 2012, uccise con un colpo di pistola il ladro che si era introdotto nel suo negozio - condannato in primo grado a due anni e otto mesi di reclusione per eccesso colposo di legittima difesa, e al risarcimento di 325mila euro alla famiglia del ladro, quando anche il pubblico ministero Benedetto Roberti ne aveva, invece, chiesto l'assoluzione.

ZAIA. "Come scriveva Rousseau nel Contratto sociale, è il popolo che delega le Istituzioni a rappresentarlo. Il sentimento popolare della legittima difesa va quindi riconosciuto fino in fondo, ma in Italia leggi confuse e colabrodo non vanno certo in questa direzione e così ci troviamo di fronte a situazioni come quella di Francesco Birolo o quella, finita in tragedia, di Ermes Mattielli - con queste parole il presidente della regione del Veneto Luca Zaia, intervenendo in trasmissione a Radio Padova, ha commentato la condanna inflitta al tabaccaio padovano - è inutile discutere all'infinito sulla Magistratura - ha aggiunto Zaia - perché il problema sono le leggi. Va immediatamente ripresa in mano quella sulla legittima difesa in modo che sia chiaro che, se entri a casa mia suonando e chiedendo permesso, sei il benvenuto, se lo fai sfondando la porta devi sapere che dietro può esserci una brava persona che difende se stessa, i suoi beni, la sua famiglia. Invece oggi abbiamo leggi sulla base delle quali è bene sapere che non si sarebbero potuti incarcerare nemmeno i criminali dell'Audi gialla, perché non ce ne sarebbero stati i presupposti giuridici". Zaia ha sottolineato anche di essere "pienamente d'accordo con le valutazioni proprio in materia di legittima difesa pubblicate recentemente dal procuratore aggiunto di Venezia Carlo Nordio".

OSTELLARI (LEGA NORD). "Bisogna porre mano alla legge e cambiarla affinché nessuno possa più subire processi quando viene minacciato e offeso - sono le parole di Andrea Ostellari, segretario provinciale della Lega Nord - siamo vicini a Birolo; che in appello possa trovare l'assoluzione. Sabato pomeriggio sarò davanti alla sua tabaccheria con tutti i militanti della lega e quanti credono in una battaglia di civiltà. Iniziamo insieme una raccolta firme contro queste Leggi che impediscono di punire chi delinque, ma consentono di colpire chi si difende. Appoggiamo la riforma che Il dott. Nordio aveva già individuato come necessaria".

PIPITONE (IDV). "La condanna del tabaccaio di Correzzola non può che lasciarci sconcertati. Ci impegneremo in Parlamento per introdurre modifiche alla legge vigente che, evidentemente, su questo tema non garantisce equilibrio - lo dice Nino Pipitone, commissario Idv del Veneto - se un cittadino che agisce, nella sua proprietà, per difendere il proprio lavoro e la propria vita, viene condannato a 2 anni e 8 mesi e persino ad un mega risarcimento di 325 mila euro alla famiglia del ladro, allora appare lampante la necessità di modificare la normativa vigente per evitare il ripetersi in futuro di condanne simili, sproporzionate sia su un piano giuridico che, soprattutto, emotivo ed umano. Siamo contro il far west metropolitano, ma non è nemmeno possibile tollerare che un cittadino che si difende, anche in un eccesso di legittima difesa dei propri familiari e della sua proprietà, venga condannato a pene così severe".

CONFESERCENTI. "Davanti a questa sentenza di condanna il mondo del commercio non può restare in silenzio - dichiara il presidente di Confesercenti Nicola Rossi - da sempre invitiamo i nostri commercianti a non avere armi ma invece di dotarsi di altri sistemi di autodifesa. Ma ciò che va detto oggi è che la persona che è entrata in negozio non era lì per comprare o per salutare, era lì per mettere in atto un crimine, non possiamo dimenticarlo. La reazione è stata sbagliata, ma non possiamo accettare questi livelli di criminalità. Nei prossimi giorni metteremo in atto soluzioni di solidarietà per il tabaccaio".

ASCOM. "È tempo - dichiara il presidente dell'Ascom, Patrizio Bertin - che la politica affronti la questione della legittima difesa che si basa ancora su un impianto legislativo vetusto. Come ha avuto modo di dire, anche recentemente, il magistrato Carlo Nordio, in un ordinamento liberale 'bisognerebbe domandarsi fino a che punto lo Stato ha il diritto di punire una persona che si difende da un'aggressione che lo stesso Stato non è riuscito ad impedire'. Pur senza sostenere la richiesta del porto d'armi da parte dei colleghi perché la riteniamo pericolosa e negativa, noi siamo convinti che ad essere sanzionata debba risultare, innanzitutto, l'azione criminosa iniziale ed, in subordine, la reazione che, giustamente, deve essere proporzionale anche se riteniamo non sia semplice per nessuno distinguere se un rapinatore sia in possesso di un'arma vera o di un'arma giocattolo e se le sue intenzioni sono quelle di rubare un po' di merce o di scagliarsi contro i familiari".

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