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Spaccio di sostanze stupefacenti e corruzione: due indagati sono evasi

All'udienza preliminare dell'inchiesta su droga e telefonini in carcere i due fratelli tunisini imputati non si sono presentati, mentre i cinque agenti coinvolti chiederanno il patteggiamento o il rito abbreviato

Rito abbreviato o patteggiamento. Sono queste le due strade percorse dai cinque agenti penitenziari coinvolti nell’inchiesta denominata “Apache”, partita nell’estate del 2013, e che ha aperto un vaso di pandora all’interno del carcere Due Palazzi di Padova. Droga, telefonini e sim: un vasto giro di “favori” che secondo quanto ricostruito dagli inquirenti ha coinvolto gli agenti della polizia penitenziaria, in concorso con familiari ed ex detenuti, che introducevano dietro le sbarre eroina, cocaina, hashish, metadone e materiale tecnologico vietato ai detenuti.


L'UDIENZA PRELIMINARE. Come riportano i quotidiani locali il 15 maggio si discuteranno i provvedimenti di ammissione di colpa, per gli altri indagati, detenuti e sette tra parenti e amici, quella di venerdì è stata un’udienza interlocutoria. Due degli imputati, infine, i fratelli di origine tunisina, non si sono presentati in tribunale. Entrambi, infatti, sono risultati evasi: uno si trovava in permesso premio, l’altro agli arresti domiciliari.

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