L’Ulss 6 Euganea è Covid-free: pazienti e operatori sono tutti negativi

Il dg Scibetta: «Una grande notizia ma non abbandoniamo la cautela»

Negli ospedali padovani non ci sono più casi positivi al coronavirus. Lo ha annunciato lunedì il dg Domenico Scibetta. «Nella terapia intensiva di Schiavonia avevamo un paziente che si era ripositivizzato – ha detto il dg – Tuttavia, i due tamponi successivi hanno dato esito negativo. Era l’ultimo positivo in tutta la nostra Usl».

I tamponi

Dal 21 febbraio ad oggi l’Usl 6 ha eseguito 181480 tamponi e 29571 test rapidi. L’ultima settimana di aprile è partito lo screening alle categorie a rischio come farmacisti, forze dell’ordine e volontari della sanità. 800 farmacisti su 1200 si sono sottoposti al test rapido e sempre l’80% ha eseguito il tampone. «Abbiamo fatto 4400 test immunologici ad appartenenti alle forze dell’ordine – ha spiegato Lorena Gottardello, responsabile del piano di sanità pubblica dell’Usl 6 – Tra questi c’erano anche gli agenti di polizia penitenziaria, 651 compreso il personale amministrativo, e abbiamo testato anche i 780 detenuti. Ogni nuovo entrato, detenuto o nuovo assunto, deve sottoporsi al tampone e restare in isolamento 14 giorni».

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Case di riposo e centri diurni

Nelle case di riposo restano 7 positivi che però non destano preoccupazione: si tratta di ospiti che hanno contratto il virus da molto tempo e non presentano sintomi gravi. «Sono 6 ospiti di Bovolenti e uno all’Ira – ha riferito Paolo Fortuna, direttore dei Servizi socio-sanitari dell’Usl 6 – Nessun operatore è positivo. In media abbiamo eseguito tre tamponi ad ogni ospite e 4 e mezzo agli operatori dal 21 febbraio ad oggi». Vista la situazione in miglioramento nuovi anziani hanno cominciato a entrare nelle case di riposo e hanno ricominciato l’attività anche i centri diurni per disabili. «I gruppi sono formati da un massimo di cinque persone e ogni gestore ha definito un piano di attività in concerto con noi – ha sottolineato Fortuna – C’è un patto solidale con le famiglie alle quali abbiamo chiesto di mantenere dei comportamenti sani così da ridurre al minimo il rischio di contagio».

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