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Unioni civili a Padova non di sabato, esposto del Pd contro Bitonci: "Discriminatorio"

A depositarlo in Prefettura, il segretario provinciale del Partito Democratico Massimo Bettin, che contesta come "discriminatorio" il fatto che a palazzo Moroni non siano consentite nozze gay al sabato, come avviene, invece, per i matrimoni

Unioni civili. Un esposto contro il sindaco di Padova Massimo Bitonci è stato presentato sul tavolo del prefetto euganeo Patrizia Impresa da parte del Pd padovano. A depositarlo, il segretario provinciale di partito Massimo Bettin, che contesta come "discriminatorio" il fatto che a palazzo Moroni non siano consentite nozze gay al sabato - così come avviene, invece, per i matrimoni - ma solo nei giorni feriali di lunedì, mercoledì e giovedì.

L'ESPOSTO IN PREFETTURA. "Come promesso sui diritti delle persone non si molla e non ci abitueremo all'idea di un'umiliazione silenziosa e quotidiana di nostri concittadini per assecondare la cattiveria di un sindaco da medioevo e di dirigenti alla 'Don Abbondio' ai quali riempiamo le tasche di danaro pubblico per non applicare correttamente la Legge dello stato - ha dichiarato Bettin - questo è solo il primo di tanti passi che se necessario arriveranno a tutte le forme di mobilitazione democratica a nostra disposizione". 

LA POLEMICA A PADOVA. L’argomento è stato già oggetto di polemiche in città, così come la decisione del primo cittadino di non celebrare unioni civili, rivendicando il diritto all’obiezione di coscienza. Proprio l'impossibilità di festeggiare di sabato ha convinto i protagonisti della prima unione civile in provincia a rivolgersi al comune di Rubano, dove i riti sono consentiti anche nei fine settimana. Diversamente, le prime nozze gay nel comune di Padova sono state celebrate lunedì scorso nella sala delle cerimonie dell'ufficio anagrafe di piazza dei Signori, ma la coppia ha deciso di rimanere nell'anonimato e godersi l'intimità del momento lontano dai riflettori.

LA REPLICA DEL SINDACO. Alla notizia dell'esposto del Pd, il sindaco ha ribadito la propria intenzione di fare obiezione di coscienza, richiamando ancora una volta le parole di papa Francesco: "Una volta che la legge è stata votata, lo Stato deve rispettare le coscienze. In ogni struttura giuridica, l'obiezione di coscienza deve essere presente perché è un diritto umano, anche per il funzionario del governo, che è una persona umana". Tuttavia, il primo cittadino ha precisato che "questo non vuol dire che non possono essere effettuate unioni civili nel comune di Padova". 

IL REGOLAMENTO SUI MATRIMONI. "La norma è chiara ed è stata approvata - ha detto Bitonci - qualcuno può essere contrario ma le norme vanno applicate. Il Pd ora mi attacca, ma si dimentica che, proprio grazie al sua voto favorevole in consiglio comunale, è stato approvato un regolamento dove si regolamentano in maniera molto chiara quelli che sono i matrimoni - e non le unioni civili - e le sale che possono essere utilizzate, quindi i funzionari hanno stabilito di riservare alcuni giorni per le unioni civili e altri per i matrimoni, che ovviamente non sono neanche dal punto di vista legislativo la stessa cosa".

"NON SONO OMOFOBO". "Conferma di tutto questo è stata data - ha affermato Bitonci - perché a Padova è stato effettuato il primo atto di unione civile  davanti ad un incaricato del Comune, nella giornata acconsentita e nei luoghi consentiti, senza nessun tipo di problema, anzi - ha sottolineato il primo cittadino - le due persone hanno chiesto il completo anonimato. Non sono omofobo - ha concluso il sindaco - io ho sempre detto di essere contrario alle adozioni da parte dei gay e di essere contrario al matrimonio, però adesso è stato fatto un provvedimento di carattere legislativo che autorizza le unioni civili, quindi queste verranno effettuate".

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