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Unioni civili: dopo Rubano, anche Padova celebra le sue prime nozze gay

Il rito è stato officiato lunedì nella sala delle cerimonie dell'ufficio anagrafe di piazza dei Signori. Il tutto si è svolto nella più assoluta discrezione ed intimità

Lunedì 19 settembre, Padova ha celebrato, nella sala delle cerimonie dell'ufficio anagrafe di piazza dei Signori, la sua prima unione civile. Non si tratta del primo rito officiato in provincia dall'approvazione della legge - per quello, il primato spetta al comune di Rubano, che ha anticipato di una decina di giorni (il 10 settembre scorso) -, ma per la città è stata comunque una giornata storica, seguita ad ampie polemiche, legate soprattutto alla contrarietà del sindaco leghista Massimo Bitonci - che si è riservato di non celebrare, invocando il diritto all'obiezione di coscienza - e alla decisione del Comune di non consentire unioni civili al sabato.

PRIME NOZZE GAY A PADOVA. Ad officiare il rito, lunedì a mezzogiorno, è stato un funzionario dell'ufficio anagrafe. Protagonisti, lui e lui, due quarantenni, che hanno voluto pronunciare il loro reciproco sì in maniera discreta, alla presenza di amici e parenti ma godendosi l'intimità del momento. Per questo, la porta della sala è stata chiusa durante la celebrazione e, a rito concluso, gli invitati sono usciti a piccoli gruppi, senza dare troppo nell'occhio. Niente foto, riso o altri vistosi festeggiamenti in piazza. Anzi, in molti sono usciti appositamente dalla porta che dà su piazza Capitaniato.

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