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Medicina, a lezione con il badge Introdotta legge Gelmini a Padova

Nello studio come a lavoro. Gli studenti sono stati muniti di rilevamento elettronico per verificare la loro presenza in aula. Finora, hanno iniziato ad utilizzare il "cartellino" i futuri camici bianchi iscritti al primo anno

Studenti universitari muniti di badge. Sulla base delle direttive della legge Gelmini, relativamente al rilevamento informatico delle presenze, anche l'ateneo di Padova si è allineato ed ha introdotto il dispositivo elettronico per segnare, a lezione, l'entrata e l'uscita dall'aula. Finora, hanno iniziato ad utilizzare il "cartellino" gli studenti iscritti al primo anno della facoltà di Medicina.

RILEVAMENTO ELETTRONICO DELLE PRESENZE. Sono 5.500 le ore di presenza obbligatoria, nel corso dei sei anni, per ogni futuro camice bianco. Inoltre, per ciascun corso frequentato, lo studente deve attestare di avere seguito almeno il 75% delle lezioni. Fino allo scorso anno - e tuttora per i giovani iscritti agli anni successivi al primo - tali presenze venivano certificate firmando il classico foglio che veniva fatto passare tra i banchi. Per le matricole, dall'anno accademico 2015-2016, la storia è cambiata e, a verificare l'effettiva presenza degli studenti, ci pensa un dispositivo elettronico.

SISTEMA "COSTRITTIVO". In pratica, i ragazzi, all'inizio e alla fine delle lezioni, devono strisciare sull'apparecchio la loro tessera magnetica. In questo modo, è possibile accertare l'ingresso in aula, ma anche che la lezione sia stata seguita dall'inizio alla fine. "Sappiamo che partecipare alle lezioni e verificare le presenze è necessario - afferma Matteo Drigo, rappresentante nel consiglio di corso di laurea per la lista Vox Bovis - ma, così com'è adesso, questo nuovo sistema ci pare davvero molto costrittivo".

I TEMPI "LIMITATI". Un primo disagio manifestato dagli studenti riguarda i tempi, limitati, entro cui è possibile strisciare la tessera: "Il dispositivo si accende dieci minuti prima che abbia inizio la lezione - spiega Matteo - poniamo che il corso cominci alle 9, l'apparecchio resta attivo dalle 8.50 alle 9, non un minuto di più. Ci pare molto restrittiva questa tempistica - commenta - perché potrebbero verificarsi ritardi indipendenti dalla volontà di uno studente, da quello di un treno, a quello dovuto alla coda che si forma davanti alla macchinetta stessa". Stessa storia, al termine della lezione: "Il dispositivo resta in funzione sempre 10 minuti, se l'ora si conclude alle 10, si può strisciare il badge fino alle 10.10: e se un ragazzo segue per tutto il tempo, ma è costretto ad uscire 5 minuti prima per andare a prendere un treno?".

IN FUTURO. Un secondo disagio è per il futuro: "Negli ultimi anni di università ci sono molti impegni che gravano sugli studenti - spiega Matteo - il tirocinio, l'internato per la tesi, il tempo per lo studio. Noi non mettiamo in dubbio che le lezioni vadano seguite - sottolinea - ma questo sistema, così com'è, potrebbe rivelarsi eccessivamente fiscale".

RACCOGLIERE I DISAGI. Quando lo studente convalida la tessera, c'è un sistema di calcolo che conteggia le ore e le inserisce direttamente nella pagina uniweb del laureando. Finora gli apparecchi, da un punto di vista strettamente tecnico, non avrebbero mostrato alcun malfunzionamento. Vox Bovis ha deciso di raccogliere le perplessità manifestate dagli studenti del primo anno: "Vorremmo poter discutere di questi disagi, in maniera da rivedere in parte questo nuovo meccanismo di raccolta firme, affinché sia effettivamente utile, senza trasformarsi in una progione".

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