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Davide D’Onofrio, direttore di Confapi Padova

Davide D’Onofrio, direttore di Confapi Padova

Università: Padova seconda per qualità ma 14° per le prospettive di guadagno

A rivelarlo Fabbrica Padova, centro studi di Confapi, che ha incrociato i dati del Censis con lo studio di Job Pricing relativo al valore del titolo di studio nel mercato del lavoro. Bo sopra la media nazionale ma molto lontana dal podio

Con la chiusura dell’anno scolastico i genitori pensano, spesso con preoccupazione, all’università dei figli e questi ultimi, ormai prossimi al diploma, devono concludere il proprio processo di orientamento scegliendo ateneo, facoltà e corso di laurea.

PADOVA TRA LE MIGLIORI. Ebbene, che l’università degli studi di Padova si presenti come un’ottima scelta è fuori discussione: le classifiche appena stilate dal Censis confermano che, anche nel 2016, il Bo è ai vertici nazionali per quanto riguarda la qualità della didattica, posizionandolo al secondo posto dietro all’Alma Mater di Bologna fra i mega-atenei (più di 40 mila iscritti) nazionali, prendendo in esame parametri come comunicazione e servizi digitali, strutture, spesa per borse di studio, servizi e politiche di internazionalizzazione.

PROBLEMA RETRIBUZIONI. Fabbrica Padova, centro studi di Confapi, ha però rapportato questo risultato alle prospettive di guadagno per i laureati, sia immediatamente al conseguimento della laurea sia in una prospettiva di carriera lavorativa, a partire dallo studio prodotto a riguardo dall’osservatorio di JobPricing, che ha coinvolto 40 atenei italiani privati e pubblici, verificando il livello retributivo medio dei primi 10 anni per ognuno di essi. Ne risulta che l’Università degli studi di Padova non va oltre al 14° posto, con una retribuzione media lorda di 30.015 euro, che comunque è dell’1,5% superiore alla media nazionale (pari a 29.560 euro). Nella prima fase di carriera (dai 25 ai 34 anni), i primi 4 atenei sono la Bocconi (34.637 euro), il Politecnico di Milano (32.936 euro), l’università Cattolica del Sacro Cuore (32.048 euro) e la Luiss Guido Carli (31.184 euro). Alla maggior parte delle università analizzate è associato un valore iniziale di carriera tra i 30.500 euro e i 29.000 euro, mentre fanalino di coda sono le università di Messina e Cagliari, con una RAL media inferiore a 27.500 euro. Si è analizzato poi l’andamento della retribuzione nel corso della carriera lavorativa e, in particolare, l’incremento che si registra tra il primo e l’ultimo step di carriera preso in considerazione. Padova, in questa graduatoria, risale di due posizioni, issandosi al 12° posto per quanto concerne le prospettive di miglioramento. La RAl di 30.015 euro fra i 25 e i 34 anni sale a 40.836 euro nella classe 35-44 anni e a 52.171 euro fra i 45 e i 54, con un incremento del 74% rispetto alla prima fascia d’età. In questo ambito le università private si mantengono ai primi posti della classifica, ma la Bocconi perde il primato: la crescita retributiva più consistente è rilevata per la Luiss Guido Carli, i cui laureati mediamente raddoppiano la loro retribuzione al raggiungimento dei 50 anni di età (+101%); i “bocconiani” presentano una crescita media comunque consistente (+98%), così come i laureati della Cattolica (+63%).

AZIENDE CONDUZIONE FAMILIARE: PREGI E DIFETTI. "Una delle caratteristiche peculiari del tessuto imprenditoriale veneto è quella di essere legato ad aziende a conduzione familiare prima che manageriale. E’ un modello organizzativo che, pertanto, fatica a valorizzare il capitale umano qualificato" commenta Davide D’Onofrio, direttore di Confapi Padova, associazione delle piccole e medie industrie. "La conduzione familiare è da sempre uno dei punti di forza delle imprese del territorio, ma, al contempo, è anche un limite, perché i mercati internazionali impongono standard a cui le imprese devono adeguarsi. Una delle sfide più importanti a cui sono chiamate nell’immediato futuro è proprio quella di investire nel capitale umano e valorizzare figure qualificate e in grado di ricoprire ruoli di responsabilità e management,come sono potenzialmente quelle che escono dalla nostra università, per trarne un vantaggio competitivo". Un contributo in questo senso è stato portato da Confapi ma molto c'è da fare.

RIPAGARSI LA LAUREA. Curioso, in ultimo, scoprire che per recuperare a livello economico il mancato guadagno e l’investimento fatto per completare il percorso di studi universitario è necessario un intervallo di tempo che oscilla dagli 11 ai 20 anni, a seconda dell’ateneo frequentato. Per gli studenti fuori sede è mediamente più elevato di 1 o 2 anni. A Padova servono in media 14,1 anni (14,6 per i fuori sede).

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