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Unità antiterrorismo, Fsp: "Gli agenti restano in città ma servono adeguamenti sostanziali"

Secondo il sindacato di polizia Fsp il nodo del problema non è il rischio di perdere le Uopi, ma quello di vederle penalizzate. "L'altissima specificità va preservata e incrementata"

Dopo l'appello del Sindacato autonomo di polizia in merito alla decisione da parte del Dipartimento di polizia di stato di riorganizzare le Unità operative di primo intervento - Uopi, anche la Federazione sindacale di polizia prende posizione.

Il vero nodo cruciale

Il problema non riguarda tanto il rischio di un effettivo smantellamento, quanto le criticità nella gestione del reparto. "Si tratta di una dipendenza funzionale - affermano - che nulla ha a che vedere con l'effettiva presenza a Padova del presidio". L'unità resterebbe dunque operativa in città, ma alle dipendenze di una struttura regionale che ha sede altrove, il che non significa lasciare scoperto un obiettivo a rischio.

La preparazione degli agenti

La vera criticità per quanto riguarda le Uopi è il trattamento riservato agli agenti e il modo in cui svolgono il proprio lavoro. In una nota inviata alla segreteria nazionale il 10 maggio, Fsp fa riferimento alla formazione, all'addestramento, all'equipaggiamento e non da ultimo sulla collocazione degli agenti in città. Tutti elementi che, con la ricollocazione prevista, andrebbero ad aggravare una situazione già difficile. Il sindacato propone di impartire agli agenti sezioni di addestramento più specifiche per essere preparati in caso di emergenza e di fornire materiali e strumenti più idonei a interventi efficaci e non invasivi. L'appello riguarda anche la formazione nel campo del primo soccorso, per avere personale capace di intervenire in caso di necessità medica. Capitoli a parte l'indennità, richiesta a fronte l'alto rischio della professione, e una maggiore considerazione verso congedi, riposi e malattie. "Nel momento in cui la Uopi della questura verrà riassegnata al Reparto prevenzione crimine - conclude la nota - l'alloggio degli agenti e i materiali tecnici andrà rimodulato, gravando su una situazione già tragica".

La situazione attuale

Pochi giorni dopo l'invio della richiesta, si è tenuto l'incontro per discutere della ricollocazione delle Uopi, da ripartire tra la Direzione anticrimine e la Polizia di Frontiera. Anche in questo caso Fsp ha fatto presenti i problemi a cui si potrebbe andare incontro, primo fra tutti una perdita di specificità nel lavoro degli agenti delle Uopi. "Il loro lavoro è altamente specializzato e richiede un addestramento costante e specifico - si legge nel comunicato emesso dal sindacato -: bisogna che tale specificità venga preservata". La riunione ha confermato che ci saranno regolari test psico-fisico-attitudinali con cadenza biennale e che il limite di ingresso è fissato a 45 anni. Fondamentale la conferma da parte del vice direttore in merito alla mobilità: gli agenti Uopi attualmente in città vi rimarranno, anche se la sede risulterà formalmente dislocata altrove.

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