Cronaca

Usl 16, affitti mai riscossi: buco di un milione "non ha responsabili"

La Corte dei conti ha dichiarato nulla la citazione in giudizio dei 6 dirigenti e funzionari accusati di condotta omissiva. La "responsabilità diffusa" non consentirebbe di stimare il danno singolo apportato dagli imputati

Affitti mai riscossi: il buco di oltre un milione di euro nella sanità padovana non avrebbe però alcun responsabile. Meglio: la responsabilità sarebbe "diffusa", quindi non è quantificabile il singolo danno apportato alla Usl 16 di Padova da ciascuno dei 6 funzionari e dirigenti finiti nel mirino della procura euganea. Di fronte alla "genericità" della burocrazia, la Corte dei conti del Veneto, come riportano i quotidiani locali, avrebbe dichiarato nulla la citazione.

LA VICENDA. I fatti risalgono al 2011, quando la commissione di verifica interna avrebbe accertato un credito milionario all'Usl, dovuto al mancato pagamento dei canoni d'affitto relativi al bar e all'edicola dell'ospedale Sant'Antonio, e al bar dell'ospedale Ai Colli, tutti in gestione alla Coges Srl. L'accusa, formulata dalla procura nei confronti di diversi soggetti all'epoca dei fatti operativi in diversi settori dell'Usl, sarebbe di condotta omissiva: nessuno avrebbe sollecitato il pagamento o fatto alcunché per riscuotere il denaro, di fatto lasciando inerti che il danno si gonfiasse fino a raggiungere cifre mastodontiche: il bar Sant'Antonio presenterebbe fatture insolute per 762mila 960 euro, a 56mila 671 euro ammonterebbe l'ammanco relativo all'edicola, cui si aggiungono i 27mila 109 euro mai riscossi per il bar dei Colli. Non solo. Al credito, già imponente, si aggiungerebbero gli interessi di mora, anche quelli mai versati.

"RESPONSABILITÀ DIFFUSA". Un danno immenso che pare, per ora, nessuno risarcirà, visto che la Corte dei conti, dinnanzi alle imprecisioni e alla burocrazia, sarebbe stata costretta a vanificare la citazione in giudizio. La "responsabilità diffusa" cui fa riferimento l'accusa non sarebbe abbastanza contestualizzata da individuare con precisazione le singole responsabilità di ciascun imputato, e quindi anche le cifre con cui ciascuno dovrebbe riparare al danno. Insomma, tutti responsabili e nessuno: e nessuno paga.

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