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Le immagini dello scambio di denaro che hanno incastrato uno degli usurai

Le immagini dello scambio di denaro che hanno incastrato uno degli usurai

Usura, da imprenditori a strozzini: migliaia di euro "prestati" al 150%

Sono 6 le persone di Padova e provincia denunciate dalla Finanza per usura e attività finanziaria abusiva, più una per riciclaggio. Tra gli "strozzati" anche una madre che non aveva i soldi per iscrivere il figlio all'università

Un imprenditore titolare di una ditta di materie plastiche di Noventa Padovana, una coppia di impresari edili di Padova, un vivaista di Saonara, un imprenditore agricolo e un artigiano di Este. Sono questi i profili dei "cravattari" scoperti dalla Guardia di Finanza euganea nel corso degli ultimi 3 mesi nell'ambito dei controlli mirati a contrastare il fenomeno dell’usura (che scatta al di sopra della soglia del 18,15% di tasso di prestito) e dell’abusiva attività finanziaria (di chi presta denaro senza averne titoli).

COMPLICE LA CRISI. Centinaia di migliaia di euro il volume d'affari documentato dalle Fiamme gialle (in un solo anno sono stati rinvenuti e sequestrati titoli per 400mila euro circa) che hanno notato un crescendo del fenomeno a causa della crisi, anche se in linea con la media registrata in Italia. 6 le persone di Padova e provincia denunciate per usura e attività finanziaria abusiva, più una per riciclaggio. Nella maggior parte dei casi le vittime (una 30ina in tutto quelle riscontrate finora) sono altri imprenditori, spesso diretti clienti dei primi, che in difficoltà a saldare i propri debiti lavorativi finivano con l'indebitarsi per cifre superiori alle proprie possibilità. Il passaparola è poi servito ad allargare la "clientela".

TASSI USURAI ALLE DIPENDENTI. In un caso, quello del titolare della ditta di Noventa, è stato accertato dai finanzieri che lo strozzino prestava soldi anche alle proprie dipendenti romene che, seppur regolarmente assunte, in quanto però con contratti a tempo determinato, in caso di difficoltà economica per far fronte a certe spese non potevano contare sulla possibilità di ricorrere a prestiti in banca. Era allora il titolare che, a tassi "agevolati" del 30-40%, forniva loro i soldi in contanti. Infatti, per gli "esterni", il tasso arrivava persino oltre il 100%. Nei suoi confronti la Guardia di Finanza ha accertato un giro di 200 mila euro di denaro prestato.

PRESTITO PER L'UNIVERSITÀ. Un altro caso "borderline" è rappresentato da una madre che si è rivolta a uno di questi imprenditori che ormai avevano trasformato il proprio "core business" aziendale nel prestito illecito di denaro. Il motivo? Non aveva a disposizione i 2mila euro circa necessari per l'iscrizione del figlio all'università.

CIRCOLO VIZIOSO DI ASSEGNI. Il metodo più utilizzato era il prestito garantito dall’emissione di assegno bancario. L'usuraio erogava una somma di denaro contante a fronte dell’emissione di un assegno di importo superiore (solitamente in bianco o postdatato). Gli “strozzati”, per evitare di essere protestati al momento dell’incasso dell’assegno da parte dell’aguzzino che spesso non superava i 30 o i 60 giorni, erano costretti a chiedere un prestito abusivo dopo l’altro, moltiplicando esponenzialmente i loro debiti. Ad esempio un costruttore, dopo aver ottenuto un primo finanziamento di 7mila euro, a fronte dell’emissione di un assegno–garanzia di 10mila, aveva accumulato in meno di 20 giorni, 30mila euro di debiti. Nel caso degli imprenditori di Este sono stati appurati tassi fino al 150%.

COMPRAVENDITE FITTIZIE COME PARAVENTO. Al fine di giustificare documentalmente i flussi di denaro in entrata ed uscita, gli usurai simulavano persino operazioni di vendita e mediazione immobiliare. Nella maggioranza dei casi, comunque, non è stata la denuncia delle vittime a far scattare le indagini della Finanza, bensì segnalazioni della polizia tributaria per via del giro di assegni e denaro circolanti su conti correnti al di sopra del tenore di vita degli intestatari. Per questo, tra i denunciati compaiono anche persone che, pur non svolgendo attività di usura, "prestavano" i propri conti correnti per far transitare gli assegni degli strozzini.

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