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Sabato, 1 Ottobre 2022
Cronaca Due Carrare

Valvitalia, la proprietà conferma: «Chiudiamo lo stabilimento di Due Carrare»

Fiom e Fim: «L’incontro convocato dalla Regione per il 25 febbraio dev’essere un punto di partenza per la definizione di un’alternativa reale e concreta per questi lavoratori e queste lavoratrici»

Ancora una vertenza che tiene sul fiato sospeso tanti lavoratori, ottantacinque per la precisione. E' quella che riguarda il personale dello stabilimento Valvitalia di Due Carrare. Dopo una settimana di agitazioni sindacali e presidi, nel pomeriggio di lunedì 21 febbraio si è così tenuto l’annunciato incontro tra la Direzione Aziendale, la RSU di stabilimento e Fiom e Fim di Padova. Un confronto che è cominciato dalle 15 per protrarsi ben oltre le 18.

Presidio

In precedenza, dalle 14.30, si è dato vita, fuori dai cancelli, a un presidio che è durato fino alla chiusura del tavolo. Tanti lavoratori e lavoratrici che nonostante la pioggia e il freddo sono rimasti in strada in attesa di notizie sul loro futuro. Che non sono buone, almeno per adesso. 

Azienda

L’azienda ha infatti ribadito che dal loro punto di vista non c’è alcuna alternativa alla chiusura dello stabilimento di Due Carrare con relativo trasferimento dei dipendenti, mentre per le organizzazioni sindacali è sempre più evidente che questa decisione maschera una palese volontà di arrivare al licenziamento di queste lavoratrici e lavoratori.

Regione

Alla fine dell’incontro Michele Iandiorio della Fiom di Padova e Luca Gazzabin della Fim di Padova si sono così espressi: «Alla luce di quanto dichiarato oggi dall’azienda, quindi, chiediamo che le istituzioni facciano luce sulla vicenda perché non è possibile che questa situazione passi sotto traccia. L’incontro convocato dalla Regione per il 25 febbraio dev’essere un punto di partenza per la definizione di un’alternativa reale e concreta per questi lavoratori e queste lavoratrici. Chiediamo che ci sia la prospettiva per una revisione del piano industriale della Valvitalia che, all’oggi, si basa sostanzialmente solo sulla chiusura del sito di Due Carrare, chiusura che corre il rischio di creare un effetto a cascata su tutti gli altri stabilimenti del gruppo» 

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