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Valvole killer, ancora nessun aiuto dalla Regione alle famiglie delle vittime

La politica si indigna: le accuse di Alessandra Moretti (Pd) e Piero Ruzzante (Liberi e Uguali)

La vicenda delle valvole killer è, purtroppo, nota. Ma si è arricchita di un nuovo e tutt'altro che indispensabile capitolo: la figlia di Antonio Benvegnù, prima vittima, ha ricevuto una cartella esattoriale da 90mila euro da restituire all'azienda ospedaliera di Padova, che si somma a una da 100mila indirizzata alla moglie di Benvegnù. Una beffa che non ha lasciato indifferente la politica.

L'accusa di Alessandra Moretti

Alessandra Moretti, consigliera regionale del Partito Democratico, è tra le prime a puntare il dito: “La Regione traccheggia, ma nel frattempo le cartelle esattoriali corrono. Che fine ha fatto la delibera sul fondo di sostegno alle vittime delle valvole cardiache difettose? L’azienda ha congelato il pagamento fino a luglio, ma non è certo un buon motivo per stare fermi. Il 28 gennaio sono scaduti i termini per l’approvazione della delibera che deve stabilire i criteri di utilizzo, inclusa la platea dei beneficiari, dei 300mila euro stanziati dalla Regione: da allora sono passati quasi 50 giorni. Le risorse, comunque insufficienti, vengano immediatamente utilizzate per risarcire i familiari delle due vittime. Nessuno, però, deve essere lasciato indietro. Proseguiremo quindi la nostra battaglia affinché in assestamento di bilancio vengano trovati i fondi necessari a ristorare tutte le persone che sono state danneggiate da questa vicenda, che non possono essere abbandonate dalle istituzioni: è l’ennesimo caso di malasanità in salsa veneta, al di là degli spot propagandistici sulle eccellenze. Se non siamo neanche in grado di garantire giustizia alle vittime degli errori commessi dalla nostra sanità, perché si tratta di una questione tutta veneta, mi chiedo a cosa serva reclamare autonomia e nuove competenze”.

La denuncia di Piero Ruzzante

E alla voce di Alessandra Moretti si unisce quella di Piero Ruzzante, consigliere regionale di Liberi e Uguali: "Con il collegato alla legge di stabilità approvato a fine 2017 il Consiglio regionale ha istituito il fondo a sostegno dei familiari delle vittime delle valvole killer, dando alla Giunta 30 giorni di tempo per approvare una delibera che stabilisse i beneficiari e i criteri di erogazione dei contributi. Sono passati due mesi e mezzo e la delibera ancora non si è vista. Nel frattempo, alle famiglie continuano ad arrivare cartelle esattoriali: l'ultima, questo lunedì, a Caterina Benvegnù, figlia della prima vittima delle protesi difettose, Antonio Benvegnù. Il fondo previsto dalla Regione, comunque, è di soli 300 mila euro: chiaramente insufficienti a coprire le somme che i familiari delle vittime sono costretti a restituire. Per questo ho chiesto alla Giunta regionale di impegnarsi per trovare ulteriori fondi e, nel frattempo, quantomeno di procedere rapidamente ad erogare i fondi già stanziati".

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