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Lunedì, 27 Giugno 2022
Cronaca

La vedova Montinaro: «La mafia delle stragi è stata sconfitta, ma mai abbassare la guardia»

Antonio Montinaro era un componente della scorta di Giovanni Falcone. Rimase ucciso anche lui nella strage di Capaci il 23 maggio del 1992. La moglie Tina ha portato a Padova la teca con i resti dell'auto esplosa a Capaci

Tina Montinaro è una delle promotrici dell'associazione vittime di mafia, che da molti anni gira l'Italia per parlare del sacrificio di suo marito e della necessità della lotta alla mafia. Antonio Montinaro infatti, era assistente della Polizia di Stato ed era un componente della scorta di Giovanni Falcone. Rimase ucciso anche lui nella strage di Capaci il 23 maggio del 1992. La moglie Tina non ha mai smesso di alimentare il ricordo di un uomo tanto coraggioso e dedito alla protezione del giudice Giovanni Falcone come il marito Antonio. E anche a distanza di trent'anni gira l'Italia per raccontare l'esperienza sua e delle tante vittime di mafia. Perché anche Tina lo è, eccome. Cosa Nostra le ha portato via l'amore di una vita, l'uomo con cui aveva scelto di affrontare tutto. E oggi, sentire le sue parole, osservare i suoi occhi che ancora si emozionano nominandolo, sono un grande insegnamento oltre che un messaggio importante per tutti, anche per le giovani generazioni che, fortunatamente, non hanno conosciuto quell'orrenda stagione fatta di stragi di mafia. Per questo, innanzi tutto, le chiediamo come sta. Il fardello che si porta appresso deve essere pesante, ma l'energia che ci mette nello spiegare quelle che sono le sue intenzioni e le sue sensazioni sgombra il campo sul perché chi ha vissuto un dolore come il suo invece che tentare di cancellarlo ne alimenta al contrario il ricordo. «Come sto, è una bella domanda - ci dice rispondendoci, la vedova Montinaro - perché ci si aspetta da me sempre grandi cose ma sono un essere umano anch'io. Piena di paure e di fragilità, come tutte le persone». Ha una grandissima energia, Tina, che trasmette con naturalezza. «Mio marito quel giorno a Capaci ha perso una battaglia, ma alla fine la mafia ha perso. Ha perso una guerra che aveva lei stessa dichiarato, contro lo Stato. Se oggi siamo qui, se posso girare per l'Italia raccontando di questi che non erano solo agenti di Polizia, ma uomini, padri, mariti, figli, vuol dire che la mafia, quella mafia, ha perso. La mafia delle stragi, delle bombe, ha perso». 

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