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Vendita automobili, marzo in flessione. Ascom: "Costituire un governo al più presto"

"A giudicare dai dati – commenta il presidente dei concessionari auto dell’Ascom Confcommercio di Padova, Massimo Ghiraldo – direi che dobbiamo augurarci che le forze politiche trovino al più presto un accordo per dare un governo al Paese"

Prima le elezioni, adesso la fase di grande incertezza ereditata dal voto. Risultato: a marzo immatricolazioni di auto in calo del 9,73% in provincia di Padova rispetto allo stesso mese dell’anno precedente e del 9,23% rispetto al primo trimestre del 2017. In termini assoluti: 2.894 vetture immatricolate a marzo (contro le 3.206 di un anno fa) e 8.045 nei primi tre mesi del 2018 contro le 8.863 del pari periodo 2017.

I dati

"A giudicare dai dati – commenta il presidente dei concessionari auto dell’Ascom Confcommercio di Padova, Massimo Ghiraldo – direi che dobbiamo augurarci che le forze politiche trovino al più presto un accordo per dare un governo al Paese. Un Paese che ha bisogno di una politica espansiva che miri alla crescita dei consumi e, comunque, che impedisca, in prima battuta, che un aumento dell’Iva finisca per vanificare qualsiasi ipotesi di sviluppo”. Dunque, dopo un 2017 contrassegnato da aumenti praticamente costanti, ecco la gelata dei primi mesi del 2018 con picchi negativi che, in Veneto, al di là di Padova, toccano il -9,57% di Venezia (-5,50% nei primi tre mesi dell’anno), il -12,20% di Treviso (-7,20% nel trimestre) ed il -17,02% di Verona (-11,05 tra gennaio e marzo) su base mensile. In controtendenza Vicenza che sfruttando una concentrazione di immatricolazioni di vetture poi destinate al canale business, segna un +11,08% su base mensile e, addirittura, un +15,18% su base trimestrale. La somma algebrica dei guadagni e delle perdite sul totale Veneto fissa al -5,09% il calo a marzo e al -2,39% la riduzione nei primi tre mesi dell’anno. Ma torniamo a Padova. Se prendiamo in esame i marchi che immatricolano più di cento vetture nell’arco dei trenta giorni, va rilevato che nel mese di marzo solo Jeep (+71,79%), Peugeot (+11,41%), Toyota (+16,67%) e Volkswagen (+25,09%) segnano punti all’attivo (e lo confermano, pur con percentuali diverse, anche nel trimestre), mentre flettono Fiat (-36,55% a marzo e -34,35% nel trimestre), Ford (-19,20% nel mese e -24,81% nel trimestre), Lancia (-33,91% a marzo e -30,53% nei primi tre mesi), Mercedes (-4,59% e -8,40%), Opel (-27,18% e -14,63%) e Renault (-15,71% e -31,42%).

Proiezioni ripresa

Pur con numeri assoluti più contenuti va rilevato l’ottimo risultato di Jaguar che con le sue 38 vetture immatricolate nel mese (contro le 11 del marzo dell’anno precedente) e le 85 del trimestre (contro le 35 del pari periodo del 2017) segna aumenti, rispettivamente, del +245,45% e del +142,86%. “L'auto – rileva ancora Ghiraldo – è una cartina di tornasole piuttosto precisa dell’economia e della società italiane per le quali ha sempre svolto un ruolo importante nella prospettiva di portare il Paese fuori dai momenti difficili”. A quando la ripresa? “Stante l’attuale situazione politica – conclude il presidente dei concessionari dell’Ascom – è facile prevedere che anche aprile sarà col freno a mano tirato”. Non resta dunque che sperare che a Roma la crisi non si trascini per mesi e, soprattutto, che non si vada a nuove elezioni. “Nel qual caso – conclude Ghiraldo – dovremmo prepararci ad un lungo periodo di stagnazione che, ovviamente, non è negli auspici di nessuno”.

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