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Mercoledì, 19 Giugno 2024

Mille persone hanno ricordato Giada: «L'amore non uccide»

Stasera, 3 giugno, in via Prati si è svolta una fiaccolata per ricordare la giovane mamma originaria del bresciano, ma residente a Vigonza che il 29 maggio è stata uccisa dal compagno al termine di una furibonda lite

Un tramonto da poesia carico di romanticismo ha fatto da cornice alla serata del ricordo per una nuova donna vittima di femminicidio. Mille persone, forse anche di più. In silenzio, con gli occhi lucidi e un gran senso di vuoto nel cuore, hanno preso parte stasera 3 giugno ad una fiaccolata in memoria di Giada Zanola, la giovane mamma originaria del bresciano, ma residente a Vigonza, uccisa dal compagno Andrea Favero. Un evento voluto fortemente dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Gian Maria Boscaro che ha voluto dar voce alle testimonianza della collettività, uscita scossa da questa terribile tragedia. Un tragitto simbolico è stato scelto per la serata del ricordo: il corteo è partito dal civico 8 di via Prati dove abitava Giada ed è arrivato fino all'ormai famoso e tragico cavalcavia da dove il compagno ha deciso di spezzare i sogni della mamma gettandola di sotto nel vuoto nel caos dell'autostrada A/4. Alla serata di ricordo ha preso parte anche Gino Cecchettin, il papà di Giulia, anch'essa uccisa dalle mani di chi non ha accettato la separazione. Quel Filippo Turetta che dopo l'omicidio si è reso irreperibile per una settimana prima di essere rintracciato e portato in carcere. 

Le toccanti parole del sindaco

«E’ un'emozione vedere questa sera così tante persone che hanno deciso di condividere insieme, uno vicino all’altro, questo percorso così denso di significato. La settimana scorsa - ha detto Gian Maria Boscaro - la comunità di Vigonza è stata ferita da questo delitto che ci ha lasciato sgomenti perché a volte si pensa che certe  cose non possano succedere a casa propria. Sembrano fatti distanti, anche se noi già nell’ultimo periodo avevamo sperimentato dei tragici femminicidi a pochi chilometri da Vigonza. Ho sentito dire da qualcuno, da pochi, che la fiaccolata di stasera non cambia niente: servono pene più drastiche, controlli più serrati. Io penso invece che la fiaccolata di stasera cambi tutto. Innanzitutto perché prova a far sentire meno soli il papà e i fratelli di Giada che stanno attraversando l’inferno di una sofferenza che non possiamo nemmeno immaginare e a cui va tutta la nostra vicinanza, il nostro supporto e il nostro affetto. ’C'è una foresta che cresce silenziosa, come questa fiaccolata, di uomini e di donne che non accettano più atti di violenza, che non accettano che una donna non sia libera di fare le sue scelte sentimentali, che non accettano più le giustificazione del “si ma lei avrà fatto qualcosa”. Questo è un cambio culturale che pone le basi per una rivoluzione copernicana che così scontata non è, ma che questa sera vogliamo affermare con la nostra presenza. La nostra sfida, come amministratori e come comunità, inizia domani: da quando dovremmo impegnarci ancora di più per educare i nostri ragazzi per insegnargli che non esiste una giustificazione alla violenza e che i rapporti personali e sentimentali pur con le difficoltà che gli contraddistinguono devono essere vissuti in modo sano e con il rispetto dell’altro. Dobbiamo batterci - ha concluso - anche per abbattere questo muro culturale che blocca tante donne dal chiedere aiuto per paura o per vergogna. Oggi i servizi ci sono e funzionano: centri antiviolenza, assistenza psicologiche, case sicure per l’emergenze. Spetta ad ognuno di noi aiutare le donne in difficoltà e segnalare situazioni di abuso. Infine voglio concludere con un pensiero al piccolo che da questa tragedia avrà la vita segnata e a cui dobbiamo dare il massimo sostegno per fare in modo che possa avere una vita felice e serena nonostante tutto questo».

Un corteo composto per ricordare Giada Zanola

Sicurezza

Al felice esito della fiaccolata hanno avuto un ruolo fondamentale i volontari della protezione civile, gli agenti della polizia locale, i carabinieri e il personale della polizia di Stato. Prezioso è stato anche il servizio della Croce Rossa che ha partecipato attivamente all'attività anche con la presenza di un mezzo di soccorso pronto a qualsiasi evenienza. Attorno alle 22 via Prati è stata riaperta al transito delle auto non appena il corteo si è sciolto e i partecipanti hanno fatto rientro alle rispettive abitazioni, al termine di un momento molto forte che tutti si augurano possa servire a salvare più donne possibili e a reprimere gli intenti malvagi e distruttivi di uomini senza scrupoli. 

Gino Cecchettin ha presenziato alla fiaccolata per Giada

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