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Giovedì, 21 Settembre 2023
Cronaca Vigonza / Via Aldo Moro

Un peluche e 5 rose bianche sul luogo del delitto

Qualcuno nel tardo pomeriggio di ieri 18 settembre ha voluto lasciare un dolce ricordo in onore di Marouen Ben Amer, il trentenne tunisino accoltellato a morte in via Aldo Moro a Vigonza sabato sera. Nel frattempo continua serrata la caccia ai due assassini

Nella piccola area verde di via Aldo Moro a Busa di Vigonza dove due nordafricani hanno colpito a morte Marouen Ben Amer, nel tardo pomeriggio di ieri, 18 settembre, qualcuno ha posizionato un peluche, cinque rose bianche e due bigliettini. Sono le persone care, gli amici della vittima che con parole cariche d'amore e dolcezza hanno voluto rendere omaggio al trentenne tunisino che sabato sera 16 settembre, dopo essere andato alla lavanderia a gettoni a ritirare la biancheria pulita è stato assassinato.

Le rose e il peluche in memoria del trentenne

Il movente

Ancora oggi, 19 settembre, a distanza di tre giorni, è ancora poco chiaro il movente dell'omicidio. Le indagini portate avanti dai carabinieri del Nucleo Investigativo stanno facendo passi da gigante. I due autori del delitto sono rimasti immortalati nelle videocamere della videosorveglianza comunale a cavallo tra le 20 e le 20,30. In una prima fase delle riprese si vede anche Marouen Ben Amer in compagnia dei suoi carnefici. Non è dato sapere il motivo del litigio, sta di fatto che si dirigono verso l'area verde, dalla quale qualche minuto dopo scappano soltanto in due. Il trentenne, no, è agonizzante. Si trascina verso il portico dove sorgono palazzi di pregio, dove la gente è a cena e sente urla strazianti provenire dall'esterno. Gli inquirenti ipotizzano una lite legata a traffici illeciti, ma fino a quando non saranno assicurati alla giustizia non sarà possibile averne certezza.

La vittima, Marouen Ben Amer-2

Indagini

Il pubblico ministero Luisa Rossi, già nella giornata odierna potrebbe disporre ulteriori accertamenti tecnici per fare chiarezza sull'accaduto, a cominciare dall'autopsia. Il trentenne tunisino è morto per dissanguamento. La ferita d'arma da taglio alla coscia gli ha reciso l'arteria femorale e la vittima in pochi minuti ha perso litri di sangue. Una morte lenta e orribile. Resta da capire se gli autori sapessero che una coltellata sferrata in quel punto sarebbe stata letale, oppure il grave gesto commesso fosse solo dimostrativo e non era intenzione uccidere. I carabinieri giunti sulla scena del delitto hanno ritrovato lo zainetto della vittima, che nel frattempo è stato portato in ospedale per un inutile ricovero. Mancano all'appello il portafogli e il telefono cellulare. Gli inquirenti nel frattempo non hanno ancora recuperato nè l'arma del delitto, nè i vestiti sporchi di sangue che quasi certamente gli assassini hanno abbandonato subito dopo i fatti, per rendere più gravosa l'attività d'indagine dei carabinieri.

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