Villa Rodella: dai fasti al degrado, la denucia sui social della consigliera Fontana

Recinzioni abbattute, porte spalancate, il parco è lasciato nell'incuria totale. È questo lo scenario che si presenta a Cinto Euganeo nell'ex dimora di Giancarlo Galan

Villa Rodella abbandonata al degrado (foto: Facebook)

Per anni è stata la dimora dell'ex governatore Giancarlo Galan ma ora di quella villa sontuosa è rimasto ben poco. Come documentano alcuni scatti della consigliera comunale di Lozzo Atestino Luisa Fontana durante un "fuori percorso" della sua passeggiata con il cane le recinzioni sono abbattute, le porte spalancate e il parco è lasciato nell'incuria totale.

SERVIZIO DI INFORMAZIONE.

"Ho pensato un po' prima di decidere di pubblicare queste foto ma alla fine mi pare di rendere un servizio di informazione. - ha scritto la consigliera comunale - Questa mattina camminando per i campi con Nero ho trovato un cancelletto di Villa Rodella aperto. Quindi...sono entrata. Non solo si può entrare nel parco ma anche la villa è aperta. Porte spalancate. Lo documenta il piccione stramazzato da tempo ma non troppo. Questo è lo stato di abbandono in cui versano villa e giardino. E mi chiedo per quanto resisteranno le cose ancora integre per quanto non ci sia niente di buongusto...comunque l'unica cosa che sembra tirata a lustro è la targa pomposa della segreteria politica dell'onorevole Giancarlo Galan".

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INDIGNAZIONE SUI SOCIAL.

La villa di Cinto era stata confiscata a seguito del patteggiamento (2 anni e 10 mesi) nell'ambito della vicenda Mose, per essere messa all'asta per consentire allo Stato di recuperare i 2,6 milioni di euro che l'ex governatore doveva restituire. Ora è alla mercè di tutti. Le foto scattate dalla consigliera sono finite sui social network e hanno dato vita ad una serie di commenti carichi di indignazione.

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FURTI.

Per villa Rodella non sembra quindi esserci pace. Già tra il 19 febbraio e il 19 aprile, la villa era stata oggetto di furto di 8 grondaie in rame, di un'acquasantiera in pietra e di due punti luce installati in giardino. Prima ancora, la sontuosa villa sui colli euganei aveva dovuto subìre un trattamento "indelicato" durante il trasloco dei coniugi Galan, quando sanitari e caloriferi vennero sradicati e fatti sparire nel nulla. Vicenda per la quale marito e moglie erano stati accusati di sottrazione, danneggiamento e dispersione di beni strutturali appartenenti allo Stato. Davanti al procuratore capo di Rovigo Carmelo Ruberto, entrambi avevano sostenuto che la colpa di quanto accaduto fosse stato colpa della donna, che si sarebbe occupata di svuotare la casa, dal momento che il coniuge si trovava in un momento particolare. I coniugni vennero assolti dall'accusa nell'ottobre 2016.

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