Incidente a Villatora: arrestato ubriaco al volante, piromane e spacciatore

Era caduto con la sua auto dentro a un fossato. Poi ha appiccato il fuoco a uno schiacciassi prima di nascondersi sotto un'altra macchina per movimento a terra. Aggrediti e feriti i carabinieri. E nell'automobile teneva pure l'hashish

Il "Komatsu" incendiato

Ubriaco al volante, piromane, aggressore, spacciatore e colpevole di omissione di soccorso. I carabinieri lo hanno arrestato domenica sera al termine di una lunga operazione. Si tratta di un 36enne padovano Roberto M., che ha perso completamente il lume della ragione. Intervenuti per rilevare un incidente stradale causato da una fuoriuscita autonoma di un’auto dalla carreggiata, i militari dell'Arma hanno documentato all’interno di un cantiere l’incendio di una macchina per movimento a terra e sono stati poi aggrediti dal conducente in evidente stato di ebbrezza. Con grande fatica, il soggetto è stato immobilizzato e infine ammanettato.

L’ANTEFATTO. Tutto è accaduto attorno alle 22 di domenica sera, quando la centrale operativa di Piove di Sacco ha inviato un equipaggio per rilevare un incidente stradale con feriti in via Villanova a Villatora di Saonara. Il sinistro ha interessato una Renault Clio, che ha terminato la propria corsa dentro a un fosso e i cui occupanti erano inspiegabilmente scomparsi.

A FUOCO UN “KOMATSU”. A quasi 100 metri di distanza, in via Venti settembre, i carabinieri hanno constatato che un mezzo schiacciasassi marcato “Komatsu” stava bruciando in un cantiere delimitato dalla presenza di pannelli di rete metallica per la manutenzione della strada. Considerata la vicinanza delle abitazioni e temendo che il serbatoio potesse esplodere, le forze dell’ordine hanno spento l’incendio con l’estintore in dotazione.

LE TESTIMONIANZE. Alcuni testimoni hanno poi riferito che pochi minuti prima un uomo si era allontanato dallo schiacciasassi in fiamme nascondendosi sotto un’altra macchina operatrice poco distante. Una volta individuato il piromane, le autorità hanno dovuto convincerlo a uscire dal suo nascondiglio.

Roberto M.-2PIROMANE E UBRIACO. Quando finalmente si è deciso a rialzarsi in piedi, il soggetto, ubriaco e barcollante, ha iniziato a farfugliare di non ricordare più nulla, ma si è poi compreso che la sua identità era proprio quella del guidatore a bordo della Clio. L’uomo, in preda ai fumi dell’alcol, recava evidenti i segni dell’incidente: una lesione al naso e diverse macchie di sangue sul maglione.

LA CONVIVENTE E L’AGGRESSIONE. Grazie alle testimonianze, i carabinieri hanno appreso che era rimasta ferita anche una donna riconosciuta come la convivente dello stesso ubriaco. Alle domande dei carabinieri, il piromane è però andato in escandescenze aggredendo verbalmente e insultando i suoi interlocutori per poi passare a calci e pugni e tentare la fuga.

ANCHE SPACCIATORE. Soltanto l’azione dei carabinieri di Bovolenta ha consentito di bloccarlo. Tanto trambusto aveva una precisa motivazione. Al momento della perquisizione eseguita sul mezzo incidentato, sono stati rinvenuti 35 grammi di hashish racchiusi in due involucri.

LE ANALISI. Eseguiti i prelievi al pronto soccorso dell’ospedale di Padova, nel sangue dell’individuo è stato riscontrato un tasso alcolemico pari a grammi 3/l. A causa delle ferite riportate, il personale sanitario ha emesso per lui una prognosi di 8 giorni e di 15 giorni per la sua compagna.

PRESTO PROCESSATO. La grave bravata è costata carissima a Roberto M. anche sul fronte giudiziale dato che è in attesa del giudizio per direttissima. Durante lo scontro precedente all’arresto, i carabinieri hanno riportato ferite guaribili in pochi giorni. E l’individuo, ubriaco, piromane e pusher, dovrà ora rispondere di resistenza a pubblico ufficiale, incendio, omissione di soccorso e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio.
 

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