Centro Veneto Progetti Donna, da gennaio a dicembre 2016 accolte 878 vittime di violenza

Presentati i dati a Padova e provincia. Il riferimento è allo scorso anno, in cui si è registrato il più alto numero di richieste d'aiuto degli ultimi dieci anni

Il 2016 è stato un anno di crescita e di nuove sfide per il Centro Veneto Progetti Donna – Auser. Negli ultimi 10 anni si è verificato un aumento esponenziale delle donne che hanno richiesto aiuto, supporto e ascolto e il 2016 è l’anno in cui il numero di richieste d’aiuto è stato più alto: da gennaio a dicembre dell’anno scorso, sono state infatti accolte 878 donne. La crescita del numero di richieste di aiuto, tuttavia, non vuol dire che il numero di donne che subisce violenza sia in aumento, ma significa che più donne trovano la forza e il coraggio di uscire dal silenzio per chiedere aiuto. Di seguito, i dati rilevati nel 2016 nella provincia di Padova. Rispetto ai valori, è necessario precisare che non è sempre possibile rilevare tutti i dati, a causa della delicatezza delle situazioni e della difficoltà delle operatrici nel compilare tutti i campi delle schede di rilevazione. 

TERRITORI DI PROVENIENZA. Delle 878 donne che hanno richiesto e trovato aiuto al Centro Veneto Progetti Donna – Auser, 409 ha figli minori, per un totale di 645 bambini e bambine. Di questi, 158 (il 24,5%) hanno assistito alla violenza nei confronti della loro madre. Il Centro Veneto Progetti Donna – Auser gestisce quattro Centri antiviolenza nel territorio della Provincia di Padova, oltre agli sportelli QUIDonna in collaborazione con i singoli Comuni. I territori di provenienza delle donne, dunque, possono essere suddivisi sulla base dei territori delle ex Ulss 15, 16 e 17. Il territorio da cui proviene la maggior parte delle donne è quello dell’ex ULSS 16, che conta 528 donne, il 62,5% del dato rilevato. Le donne provenienti dalla bassa padovana (ex Ulss 17) sono 130, circa il 15% del totale, mentre dall'alta padovana (ex Ulss 15) provengono 94 donne, circa l’11,3%. Hanno chiesto aiuto, inoltre, 92 donne fuori provincia, circa l’11,2%. Non è stato possibile rilevare il dato in 34 casi.

NAZIONALITÀ. Rispetto alla totalità delle donne, 600, ovvero il 77% del dato rilevato, sono di nazionalità italiana, mentre 185, ovvero il restante 23%, sono di nazionalità straniera. Fra queste, le nazionalità più rappresentate sono quella romena, con 32 donne (17% delle donne straniere), quella moldava, con 27 donne (14,5% delle donne straniere), e quella marocchina, con 26 donne (14% delle donne straniere), mentre il restante 54,5% delle donne straniere proviene da almeno altri 33 paesi diversi. In 93 casi la nazionalità non è stata rilevata.

FASCE D'ETÀ. Il fenomeno della violenza contro le donne è trasversale a tutti i segmenti di popolazione: interessa infatti tutte le fasce d’età, persone provenienti da tutti i contesti sociali, sia disoccupate sia occupate in diversi settori e con diversi gradi di istruzione. Questo è ampiamente dimostrato dai dati raccolti durante l’anno scorso dal Centro Veneto Progetti Donna – Auser. Per quanto riguarda le fasce d’età, ad esempio, sono state accolte e supportate donne dai 16 ai 94 anni. Non è stato possibile rilevare l’età delle donne in 273 casi. Le ragazze minori che hanno chiesto aiuto sono state 6 (l’1% del dato rilevato), e sono state ascoltate con il consenso di almeno uno dei familiari. Garantire un servizio di accoglienza e ascolto anche alle vittime più giovani, nel rispetto dei loro diritti, è fondamentale. Le fasce d’età maggiormente rappresentate sono, nell’ordine, 41-50 anni, che conta 168 donne (28%); 31-40 anni, che conta 146 donne (24%); 18-30 anni, che conta 114 donne (19%); 51-60 anni, che conta 113 donna (18,7%). Le donne che hanno più di 61 anni sono 58.

GRADO DI ISTRUZIONE. Per quanto riguarda il grado di istruzione, anche in questo caso dai dati emerge una situazione diversificata. Non è stato possibile rilevare il dato in 428 casi. Fra le donne per cui è stato rilevato il grado di istruzione, nessuna era analfabeta, 12 (il 2,5%) hanno la licenza elementare, e 142 (il 31,5%) hanno la licenza media. La maggior parte delle donne ha titoli di istruzione superiore: 194 (il 43%) hanno il diploma superiore, mentre 102 (il 23%) sono laureate.

CONDIZIONE PROFESSIONALE- Per quanto riguarda la condizione professionale, il dato non è stato rilevato in 305 casi. Dei 573 casi in cui il dato è stato rilevato, sono 208 (il 36%) le donne disoccupate, cioè quelle che hanno avuto rapporti lavorativi che poi sono terminati, 88 (il 16%) quelle inoccupate, ovvero quelle che non hanno mai svolto attività lavorativi, e 277 (il 48%) donne sono occupate. Di queste ultime, è stato rilevato il tipo di occupazione in 258 casi. Sono impiegate nel lavoro dipendente 182 donne (circa il 70,5%), 19 (7,5%) sono impiegate in modo saltuario o precario e 4 (l’1,5%) hanno un contratto a progetto. Sono 17 (circa il 6,5%) le donne impiegate come coadiuvanti familiari, mentre 25 (9,7%) sono libere professioniste, 6 (2,3%) lavorano in proprio, e 5 (2%) sono imprenditrici (Grafico 7).

STATO CIVILE. Lo stato civile delle donne è stato rilevato in 746 casi. Delle donne di cui è stato rilevato, 126 (il 17%) di loro sono nubili, 420 (il 56%) sono coniugate, mentre 83 donne (l’11%) sono conviventi. Inoltre, 83 (l’11%) donne risultano separate, e 34 (il 5%) sono divorziate (Grafico 8).

AUTORI DELLE VIOLENZE. Rispetto alle 878 che hanno richiesto aiuto al Centro antiviolenza nel 2016, l’autore della violenza è stato rilevato in 773 casi. In 375 casi (48,5%) chi agiva violenza nei confronti della donna era il marito, in 126 casi (16,3%) era il compagno, mentre si trattava dell’ex marito in 59 casi (il 7,6%) e dell’ex compagno in 77 casi (il 10%). Nell’82,4% dei casi, dunque, l’autore della violenza è un partner attuale o passato della vittima. Il maltrattante era un familiare per 71 donne (il 9%), un amico in 7 casi (1%), conoscente in 30 casi (3,9%). Si trattava di un collega per 7 donne (1%) e di un estraneo in 21 casi (2,7%).

TIPOLOGIE DI VIOLENZA. Le tipologie di violenza più frequentemente segnalate dalle donne che si sono rivolte al Centro antiviolenza nel 2016 sono quella psicologica (644 donne) e quella fisica (463 donne). Per ordine di rilevanza seguono la violenza economica, rilevata in 176 casi, lo stalking, subìto da 83 donne, la violenza sessuale riportata in 78 casi, e il mobbing subito da 5 donne. Le diverse tipologie di violenza hanno un’incidenza molto diversa in base al contesto, intrafamiliare o extrafamiliare, in cui queste si manifestano.

MODALITÀ DI CONTATTO CON I CENTRI. Per quanto riguarda l’invio, ovvero la modalità di contatto al Centro antiviolenza, quella più frequente risulta, anche quest’anno, il numero verde. Infatti, 343 donne (39%) hanno chiamato e hanno preso contatto direttamente con il Centro antiviolenza attraverso la linea telefonica, mentre altre 16 donne si sono rivolte di persona al Centro. Inoltre, sono 195 (22%) i rientri, ovvero le donne che continuano il percorso iniziato negli anni precedenti. Sono entrate in contatto con il Centro attraverso internet, i dépliant e la pubblicità 91 donne (10,4%), mentre sono state indirizzate da un amico o un conoscente 83 donne (9,5%). Altre donne sono state indirizzate da un altro Centro antiviolenza, dalle Ulss, dal Centro servizi territoriali, dai servizi sociali o da altre realtà del privato sociale (63 donne, 7%). Le altre donne sono state indirizzate dalle forze dell’ordine, dal 1522 o da altri servizi. Quando una donna si rivolge al Centro antiviolenza, in almeno 2 su 5 casi ha avuto contatti con altri servizi, fra i quali i servizi sociali e il consultorio familiare. Inoltre, 1 su 5 ha avuto un accesso al pronto soccorso e almeno 1 su 4 ha sporto denuncia o ha presentato una querela.

ACCOGLIENZA. Nel 2016 sono state accolte nelle case di fuga del Comune di Padova e del Comune di Este e nella casa di secondo livello del Comune di Este 12 donne con 14 figli minori. Di queste, nessuna era italiana e le nazionalità più rappresentate sono quelle marocchina e moldava, inoltre, 8 sono coniugate e 4 separate. Il livello di istruzione è relativamente vario: una di loro ha la licenza elementare, 6 hanno la licenza media, una il diploma superiore e 4 sono laureate. Inoltre, 6 sono disoccupate e 6 sono occupate. L’autore della violenza era il marito in 11 casi, mentre in un caso era un conoscente. Le tipologie di violenza riportate da tutte le donne sono quella psicologica e quella fisica, ma anche la violenza economica (9 donne) e la violenza assistita (8 donne) sono molto frequenti. Per quanto riguarda la modalità di inserimento, quelle più frequenti sono i servizi sociali (3 donne) e le forze dell’ordine (3 donne), mentre le altre sono pronto soccorso, amici e conoscenti, privato sociale e consultorio familiare. Tutte le donne accolte sono seguite anche dal centro antiviolenza e dai servizi sociali, mentre solo 6 hanno contatti anche con il consultorio familiare. Inoltre, 17 donne con 17 figli sono state accolte in emergenza.

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