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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Cronaca Piazze / Via Cavour

Violenza sulle donne, numeri in calo nel Padovano: gazebo della polizia in piazza

Mercoledì, dalle ore 9 alle 18, a Padova, una equipe multidisciplinare di operatori altamente specializzati, in prevalenza donne, fornirà alla cittadinanza la più ampia e corretta informazione sul tema

Nel 2016, sono stati 108 i casi di lesioni dolose commesse ai danni di donne a Padova (nel 2014 erano stati 137, mentre nel 2015 erano scesi a 121); in provincia, lo scorso anno i casi rilevati sono stati 299 (338 nel 2014 e 303 nel 2015). I casi di percosse nei confronti di donne in città sono stati 23 nell'ultimo anno (erano stati 50 nel 2014 e 43 nel 2015); mentre, se si guarda alla provincia, sono stati 93 (139 nel 2014 e 129 nel 2015). Per quanto riguarda le violenze sessuali, i numeri parlano di 26 casi a Padova nel 2016 (24 nel 2014 e 23 nel 2015) e di 40 casi in provincia (47 nel 2014 e 51 nel 2015). Infine, i provvedimenti di ammonimento emessi dal questore: 13 nel 2016 (erano stati 24 nel 2014 e 11 nel 2015).  

GAZEBO. Questi sono i numeri diffusi dalla questura di Padova che, mercoledì, in occasione della festa della donna sarà presente in piazza Cavour con il gazebo informativo della polizia di Stato “Questo non è amore”, per sensibilizzare i cittadini sui temi della violenza di genere.

INFORMAZIONE. Dalle ore 9 alle 18, una equipe multidisciplinare di operatori altamente specializzati, in prevalenza donne, composta da agenti della divisione Anticrimine, della squadra Mobile e dell’ufficio prevenzione Generale e Soccorso pubblico della questura insieme psicologhe del centro antiviolenza Progetto Donna di Padova, che operano nel campo fornirà alla cittadinanza la più ampia e corretta informazione sul tema della violenza.

PREVENZIONE. In questo ambito, oltre alla tutela offerta dalla legge, che va dagli strumenti dell’ammonimento al divieto di avvicinamento fino ai domiciliari e al carcere per i casi più gravi, la battaglia più importante si gioca sul campo della prevenzione in cui la polizia di Stato è impegnata, non solo nel contribuire attraverso l’informazione al superamento di una mentalità di sopraffazione, ma a fare da sentinella per intercettare il prima possibile comportamenti violenti e intimidatori.

E.V.A. In questa prospettiva si muove l’adozione dall’inizio di quest’anno del protocollo E.V.A. (Esame delle Violenze Agite) da parte di tutte le questure d’Italia. Procedura che consente agli equipaggi di Polizia, chiamati dalle sale operative ad intervenire su casi di violenza domestica, di sapere se ci siano stati altri episodi in passato nello stesso ambito familiare. Tutto questo attraverso una procedura che prevede la compilazione di checklist che, anche in assenza di formali denunce, spesso impedite dalla paura di ancor più gravi ritorsioni, consentono di tracciare situazioni di disagio con l’obiettivo di tenerle costantemente sotto controllo e procedere all’arresto nei casi di violenza reiterate.  

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