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Cronaca

Altri guai per il figlio della stilista, sequestrate nel pc 530mila tra immagini e video porno

Il giovane fashion designer dopo l'inchiesta per violenza sessuale rischia l'apertura di un altro processo: nel suo pc tracce di visite su siti pedopornografici bloccati dalla polizia

I guai per il figlio della stilista sembrano non finire mai. Anzi, l’inchiesta rischia di allargarsi, come riportano i quotidiani locali, nel computer del 35enne i carabinieri hanno trovato 530 mila tra immagini, video hot e la navigazione su siti con minori.

I SITI PORNO. Tra i materiali informatici al centro di un nuovo filone d’inchiesta che ha per protagonista il fashion designer veneziano fondatore di un noto marchio legato al mondo della moda e dello spettacolo, anche la navigazione in siti pedopornografici. Il suo portatile avrebbe infatti rivelato l’accesso su pagine bloccate dalla polizia, senza però aver mai scaricato immagini. Se la pubblica accusa rappresentata dal sostituto procurato Roberto Piccione dovesse ravvisare reati contro minori allora l’indagine potrebbe passare in mano alla dda di Venezia.

LA CONDANNA. Il 21 luglio del 2016 il rampollo della stilista viene condannato a un anno e sei mesi di carcere con la sospensione condizionale della pena per violenza sessuale. Una aspirante modella vicentina di 22 anni, aveva denunciato il 35 enne per gli atteggiamenti tenuti durante un provino nel 2014 nell’atelier padovano di via San Fermo. Secondo la studentessa, l’uomo le avrebbe toccato le parti intime dopo averla invitata a spogliarsi per valutare postura e muscolatura. Dopo la denuncia, i carabinieri lo scorso 28 dicembre, hanno effettuato le perquisizioni nell’abitazione di Padova e di Cona in provincia di Venezia del fashion designer e in alcuni uffici della sua azienda. I militari hanno sequestrato computer, chiavette usb e altro materiale trovando le 530 immagini porno e i video. Il figlio della stilista aveva negato le accuse, scegliendo poi il rito abbreviato invece di affrontare il processo, risarcendo con 30mila euro la vittima in via stragiudiziale.

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