Virgo Fidelis, carabinieri celebrano la patrona. Parolin: "Capire l'altro"

La celebrazione si è svolta venerdì alla basilica di Sant'Antonio a Padova. Il cardinale, segretario di Stato del pontefice, ha elogiato l'operato dei militari e richiamato all'apertura nei confronti del diverso

La celebrazione della "Virgo Fidelis"

Venerdì 21 novembre 2014, alle ore 11, il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato di papa Francesco, alla presenza del comandante interregionale dei carabinieri di Vittorio Veneto, generale Antonio Ricciardi, e del comandante della legione carabinieri del Veneto, generale Maurizio  Detalmo Mezzavilla, ha celebrato, a Padova, la santa messa per la ricorrenza della “Virgo Fidelis”, patrona dell’Arma dei carabinieri, e la "giornata dell’orfano”.

LA CELEBRAZIONE. Alla cerimonia, che si è svolta nella stupenda cornice architettonica della basilica di Sant’Antonio, hanno partecipato le massime autorità civili e militari, una folta rappresentanza di ufficiali, marescialli, brigadieri, appuntati e carabinieri - in servizio e in congedo, con i loro familiari - nonché di vedove ed orfani di militari deceduti. Numerosi anche gli studenti dell’istituto vescovile “Barbarigo" intervenuti. Nella circostanza è stato ricordato anche il 73° anniversario della battaglia di Culqualber, in Etiopia, dove il 21 novembre 1941, il 1° battaglione carabinieri e Zaptiè mobilitato si sacrificò a difesa di un caposaldo contro soverchianti forze nemiche. Per tale fatto d’armi, alla bandiera dell’Arma fu conferita la seconda medaglia d’oro al valor militare.

CARDINALE PAROLIN. "Quello dei carabinieri è un grande ruolo - ha detto il cardinale Parolin - sempre svolto con le caratteristiche di fedeltà, dedizione e sacrificio che li hanno contraddistinti in questi 200 anni dalla loro fondazione. Purtroppo ci sono tante guerre che non sono solo quelle 'guerreggiate' ma che sono le tante situazioni di conflitto, di emarginazione, di sofferenza e disagio che richiedono la presenza e lo sforzo di tutti. Anche per questo è molto importante il ruolo svolto dalle forze dell'ordine".

"APRIRCI ALL'ALTRO". "Sulle scelte personali non do giudizi, ognuno risponde davanti a Dio e alla propria coscienza - ha dichiarato a proposito della decisione del sindaco Massimo Bitonci di non incontrare il console del Marocco - l'unica strada per risolvere tante difficoltà che incontriamo oggi provengono da questo incontro ravvicinato anche tra gruppi etnici diversi, religioni e culture. In particolare con l'islam. Non può essere affrontato questo incontro - ha poi aggiunto - se non con il dialogo e la voglia di conoscerci, capirci e collaborare. Spero che questo sia reciproco ma non ci sono alternative a questo cammino. In molti paesi c'è il problema delle minoranze, non solo cristiane. Purtroppo ci sono situazioni di intolleranza che si scaglia contro tutte le minoranze, c'è l'incapacità di accogliere l'altro nella sua diversità. Oggi è questo il grosso problema: non siamo capaci di aprirci all'altro anche con le sue diversità e caratteristiche".

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