Cronaca

Mille chilometri di volo in aliante La sfida di un padovano in Namibia

Manuele Molinari, avvocato, ma anche campione italiano e responsabile della sezione di volo a vela del Cus padovano, affronterà l'impresa dal 10 al 18 gennaio, sorvolando per 8-9 ore al giorno il deserto del Kalahari

(Fonte foto: cuspadova.it)

Un volo di mille chilometri, senza motore, su un territorio desertico, sfidando il rischio dei temporali equatoriali: è la sfida che affronteranno l'avvocato padovano Manuele Molinari, campione italiano e responsabile della sezione di volo a vela del Cus di Padova, e il vicentino Ugo Raffaelli, tra il 10 e il 18 gennaio, in Namibia, sorvolando a bordo del loro aliante, il deserto del Kalahari.

DOVE. La Namibia è un enorme altipiano desertico con un’altitudine media di 1.200 metri, che offre le condizioni ideali per questi voli estremi, tanto che il campo di volo di Bitterwasser, destinazione designata di Molinari e Biggeri (170 chilometri a sud est dalla capitale Windhoek), ha anche un viale delle palme, realizzato con la piantumazione di una nuova palma per ogni nuovo volo di mille chilometri realizzato: evento peraltro estremamente raro.

IMPRESA AL LIMITE. Per coprire mille chilometri, vale a dire la distanza che c'è in linea d’aria tra Bolzano e Reggio Calabria, i due piloti dovranno riuscire nell’impresa di mantenere il loro velivolo in volo per l’intera giornata (circa 9 ore, tra l’inizio dell’attività termica, alle 10 del mattino, e il tramonto), con una velocità media di 120 chilometri orari, quindi ai limiti del possibile, visto che gli alianti, essendo privi di motore, possono viaggiare a una media tra gli 80 e i 140 chilometri orari, con una velocità di picco di 200-220.

SFORZO FISICO E MENTALE. Sarà difficilissimo anche da un punto di vista mentale e fisico. Pilotare un aliante, 8-9 ore al giorno, in un'unica soluzione, richiede una preparazione atletica notevole, e sottopone corpo e psiche ad un grosso sforzo. L'ambiente ristrettissimo della cabina, le difficoltà di orientamento, le necessità fisiologiche più elementari, come mangiare e bere.

IL RICONOSCIMENTO. Una sfida, però, che, in caso di successo, varrà ai due piloti e al loro aliante (che ha un’apertura alare di 20 metri, il simbolo dei Carraresi e i colori del Cus) lo speciale riconoscimento creato dalla Federazione aeronautica internazionale per questo tipo di impresa.

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