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Martedì, 27 Settembre 2022
Cronaca

West Nile, nuovo caso rilevato in ospedale a Padova

Si tratta in un 84enne residente a Limena: il paziente aveva fatto accesso presso le strutture dell’ospedale di Padova il giorno 19, venendo ricoverato in area medica, ma il quadro neurologico è andato peggiorando, tanto che l'uomo è stato trasferito in Terapia Intensiva centrale.

Nel tardo pomeriggio di ieri, domenica 24 luglio, è stato confermata la positiva di un ulteriore paziente al virus West Nile in Azienda Ospedaliera a Padova.

Nuovo caso

Si tratta in un uomo di 84 anni residente a Limena: il paziente aveva fatto accesso presso le strutture dell’ospedale di Padova il giorno 19, venendo ricoverato in area medica per i primi accertamenti, con un quadro compatibile con il contagio da West Nile. Il quadro neurologico è andato peggiorando nel corso del ricovero ed il paziente il giorno 22 luglio è stato ricoverato presso le strutture della Terapia Intensiva centrale. Gli esami e gli approfondimenti sul prelievo del liquor hanno confermato oggi la diagnosi di positività al West Nile.

Azienda Ospedaliera

Dalla direzione dell'Azienda Ospedaliera ricordano che «è importante adottare le misure di prevenzione contro le punture da insetto, in questo delicato periodo. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette; i serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex, la zanzara “comune”, non la Tigre), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri. Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario. La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave e in rari casi può comparire febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale, che provoca se non adeguatamente curata torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. È importante rivolgersi immediatamente al medico di base o alle strutture ospedaliere fin dalla comparsa dei primi sintomi».

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