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West Nile, sono già 15 i casi registrati a Padova. Coletto: “Situazione sotto controllo”

L'assessore regionale alla sanità cerca di rassicurare tutti dopo l'emissione da parte del quarto bollettino, che parla di 51 casi nel Veneto: ecco un elenco utile di misure di prevenzione per la popolazione

51 casi in Veneto. Di cui ben 15 a Padova e provincia: questi i dati del focus sulla febbre West Nile riportati sul quarto bollettino sulle arbovirosi, emesso dalla Direzione Prevenzione della Regione.

La casistica

E sono dati aggiornati al 7 agosto: dei 51 casi accertati 32 riguardano forme lievi mentre gli altri 19 sono relativi a forme neuroinvasive a diversi livelli di gravità, tanto che si registrano anche due decessi (di cui uno nel Padovano). Per quanto riguarda la divisione per province, Rovigo con 16 precede di un caso Padova: seguono Verona con 8, Venezia con 7, Treviso con 3 e Vicenza con 2.

“Situazione sotto controllo”

Luca Coletto, assessore regionale alla sanità, cerca però di rassicurare tutti: “La situazione è assolutamente sotto controllo e in tutti gli ospedali veneti si pone ogni attenzione in fase di diagnosi e si erogano tutte le cure necessarie. Alla gente chiediamo non paura ma collaborazione nel mettere in atto tutte quelle piccole precauzioni che possono allontanare il rischio, come l’uso di repellenti cutanei o per gli ambienti chiusi, delle zanzariere e dei condizionatori dove presenti, evitare di creare zone con acqua stagnante”.

Misure di prevenzione

Il bollettino sulle arbovirosi riporta proprio un elenco di misure di prevenzione per la popolazione: “All’aperto, dal crepuscolo in poi, indossare indumenti di colore chiaro che coprano la maggior parte possibile del corpo, (pantaloni lunghi ed abiti a manica lunga); cercare, nei limiti del possibile, di alloggiare in ambienti climatizzati o comunque dotati di zanzariere alle finestre; in caso di presenza di zanzare all’interno dei locali, utilizzare spray a base di Piretro o altri insetticidi per uso domestico, oppure diffusori di insetticida elettrici, aerando bene i locali prima di soggiornarvi; usare repellenti cutanei per uso topico prestando alle indicazioni per l’uso riportate, non utilizzarli sulle mucose o su regioni cutanee in presenza di lesioni e porre particolare attenzione al loro impiego sui bambini e donne in gravidanza e in allattamento”.

Come si diffonde il virus West Nile

La febbre West Nile è provocata dal virus West Nile, oramai endemico nel nostro territorio, trasmesso con la puntura di zanzare infette all’uomo e agli animali, generalmente equini ed uccelli. Le zanzare appartengono al genere Culex, tra cui la zanzara comune C. pipiens, mentre come serbatoio di infezione sono state identificate oltre 70 specie di uccelli, soprattutto passeriformi e corvidi, dove il virus può persistere da alcuni giorni a qualche mese. La maggior parte delle persone infette non manifesta sintomi (80%). Le forme sintomatiche si manifestano con sintomi simil-influenzali lievi, febbre, cefalea, dolori muscolo-articolari, raramente accompagnati da rash cutaneo (febbre, Wnf). Meno dell’1% sviluppa una malattia neuroinvasiva, come meningite, encefalite o paralisi flaccida (malattia neuro-invasiva, Wnnd). Il rischio di malattia neuroinvasiva aumenta con l’età ed è più elevato fra gli adulti di oltre 60 anni.

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