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Tutti con le gambe sotto alla tavola: ristoranti padovani verso il "sold out" per il pranzo di Natale

Si va verso il "tutto esaurito" per il pranzo di Natale nei ristoranti di Padova e provincia: la forbice dei prezzi per il Natale al ristorante va dai 40 ai 56 euro, con qualche proposta di fascia "top"

A un passo dal "sold out": si va verso il "tutto esaurito" per il pranzo di Natale nei ristoranti di Padova e provincia.

Tutto esaurito

Rivela Filippo Segato, Segretario dell’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (Appe) di Padova: «Per il secondo anno consecutivo c’è stata la “corsa” alla prenotazione del pranzo di Natale in ristorante e le ragioni di questa tendenza rimangono sostanzialmente tre: il prezzo del pranzo fuori dalle mura domestiche non è aumentato perché i maggiori costi sono stati assorbiti dagli esercenti; l’offerta ristorativa a Padova e provincia è di alta qualità e va di pari passo con una cordiale ospitalità; sempre più famiglie decidono di concedersi una pausa dallo stress di una vita, lavorativa ma non solo, sempre più frenetica e quindi, anziché mettersi ai fornelli per parenti ed amici, optano per la soluzione in uno degli oltre mille ristoranti e trattorie di città e provincia». Aggiunge Erminio Alajmo, presidente Appe: «La tendenza al tutto esaurito quasi ovunque per le festività natalizie è un ulteriore segnale di buon auspicio per il settore, una spinta verso un futuro improntato alla fiducia, che ci auguriamo segni il superamento delle incertezze collegate all’andamento politico-economico. Anche se gli effetti della crisi economica si fanno ancora sentire e sono sicuramente amplificati dall’ingorgo di tasse di fine anno che drenano la capacità di spesa in molti, che quotidianamente “tirano la cinghia”, si sono “tuffati” per tempo alla ricerca del locale preferito dove ricreare l’atmosfera familiare e gustare le tante specialità, lasciandosi alle spalle pensieri e preoccupazioni».

Menu tradizionale

Unica nota “stonata”, messa in evidenza dall’annuale indagine a campione curata dall’Appe, è il calo del numero delle cene aziendali di questo periodo festivo, controbilanciato però dagli alti indici di gradimento da parte dei commensali. Sul fronte delle proposte culinarie, la maggioranza dei locali resterà fedele alla tradizione e proporrà il classico menù di tortellini in brodo o risotti, seguiti dai bolliti con le salse (dal cren alla pearà), arrosti o spiedi di carne, accompagnati da zucca, castagne e tartufo. Senza però disdegnare le varianti più ricercate a base di pesce e crostacei. Per concludere, torrone, panettone e frutta, prevalentemente esotica. Dai menù improntati all’uso di prodotti del territorio si passa a quelli a base di ingredienti fantasiosi che richiamano alla mente altre non meno invitanti tradizioni di altri Paesi. E prendono sempre più piede le proposte adatte ad un pubblico vegano e/o vegetariano. Aggiunge Alajmo: «I ristoratori devono infatti “fare i conti” con l’inarrestabile avanzata del “green food”, senza poi scordare l’obbligo della comunicazione ai clienti degli allergeni presenti nelle varie pietanze». Per quanto riguarda la tematica dello “spreco alimentare” che fa tanti proseliti, l’APPE sottolinea che il mondo della ristorazione non è tra i maggiori responsabili di questo spreco, nemmeno a Natale. Le previsioni dicono che, complici anche i menù fissi ed il fatto che il tempo in cui si sta a tavola è dilatato rispetto al solito, gli sprechi durante il pranzo del 25 dicembre saranno contenuti. La “forbice” dei prezzi per il Natale al ristorante va dai 40 ai 56 euro, con qualche proposta di fascia “top”.

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