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Nuovi voucher, critica Coldiretti Padova: "Le aziende agricole costrette al fai da te”

Il direttore Giovanni Roncalli: "Così come sono stati riformati di fatto servono a ben poco per le imprese agricole. E’ un peccato che tutto sia stato vanificato dalla burocrazia".

“Sui nuovi voucher ancora non ci siamo. Così come sono stati riformati di fatto servono a ben poco per le aziende agricole. E’ un peccato che uno strumento nato proprio per rendere più snella e agevole l’attività prettamente stagionale in campagna sia stato vanificato dalla burocrazia”, a dirlo è Coldiretti Padova, che attraverso il direttore Giovanni Roncalli, fa il punto sulla riforma dei voucher.

VOUCHER INDISPENSABILI. “Non ci resta che sperare in veloci provvedimenti correttivi- spiega- altrimenti difficilmente le imprese agricole potranno usare i voucher per la vendemmia e la raccolta di frutta e verdura, con un aggravio di costi e di carte”. Roncalli conferma le riserve della prima ora, in particolare per il settore primario che in questi anni ha sempre fatto un uso responsabile di questo strumento. Non è un caso che nella nostra provincia su oltre 3 milioni di voucher venduti lo scorso anno l’agricoltura ne abbia usati poco più di 30 mila, pari all’1 per cento. “Ma questi trentamila sono indispensabili - aggiunge - perché oltre a dare veramente lavoro a pensionati, studenti e disoccupati permettevano alle nostre aziende di far fronte alle necessità della raccolta stagionale con efficienza e trasparenza”.

FAI DA TE. “Ora invece è tutto più difficile. Intanto in questi giorni gli imprenditori che vogliono acquistare i voucher devono ricorrere al “fai da te”. Vale a dire che possono procedere solamente con il proprio “pin” personale sul portale dell’Inps perché agli intermediari, ad esempio Coldiretti, al momento non è consentito di procedere direttamente. Quindi gli agricoltori che non hanno le credenziali per entrare sul portale dell’Inps devono attendere qualche settimana ancora. C’è poi il limite dei 6.666 euro l’anno per utilizzatore, una somma un po’ bassa per aziende agricole che in particolari periodi hanno bisogno di parecchie persone in campagna. A questo si aggiunge l’importo minimo di 4 ore al giorno da riconoscere al lavoratore". 

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