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«Azzerare la Tari per salvare i 150 agriturismi padovani»: la richiesta di Coldiretti

Per i 150 agriturismi padovani la stima dall'inizio della pandemia è di un crollo del fatturato anche dell'80%: «L'attuale situazione di incertezza sulla ripresa delle attività e del turismo rischia di compromettere la tenuta economica e finanziaria delle imprese»

Azzerare la Tari per salvare oltre mille agriturismi veneti che da un anno stanno lottando per sopravvivere stretti fra lockdown, misure anti-contagio e limiti agli spostamenti con il crollo del turismo e il blocco della ristorazione: è l’appello lanciato da Coldiretti Terranostra affinché sia cancellata la tassa rifiuti per il 2021 in modo da dare un po’ di respiro alle aziende che hanno subito ingenti perdite durante il lockdown.

Crollo del fatturato

Per i 150 agriturismi padovani, la stima dall’inizio della pandemia è di un crollo del fatturato anche dell’80%, solamente in parte mitigato dalla vendita per asporto e dalle consegne a domicilio. Nel primo lockdown primaverile gli agriturismi avevano perso oltre 5 milioni di euro di fatturato, a cui si aggiungono le stime di altri 15 milioni circa per effetto delle restrizioni adottate dal mese di ottobre e per tutto il periodo natalizio, quello in cui si realizza gran parte del fatturato annuale. A fronte di questa situazione Coldiretti Padova chiede misure adeguate in favore delle imprese agricole e delle strutture agrituristiche che a causa dell’epidemia hanno subito un azzeramento della domanda e delle presenze che, per altro, ha portato anche alla diminuzione della relativa produzione di rifiuti. Afferma Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova: «Sarebbe assolutamente opportuno deliberare sin da subito proroghe dei termini di pagamento o esenzioni della Tari per il 2021: l’attuale situazione di incertezza sulla ripresa delle attività e del turismo rischia di compromettere la tenuta economica e finanziaria delle imprese. Le misure restrittive adottate per contrastare il diffondersi dell’epidemia stanno determinando una forte contrazione delle attività multifunzionali delle imprese agricole le quali, nonostante tutto non hanno interrotto le attività principali di coltivazione e di allevamento e continuano a garantire la produzione di cibo, pur in presenza di una forte concorrenza di alimenti stranieri sui banchi dei supermercati».

Chiusura

Prosegue Bressan: «La chiusura delle attività agrituristiche sta mettendo a rischio un intero comparto legato al turismo e al territorio, pensiamo ad esempio alla nostra zona dei Colli Euganei, dove l’attività agrituristica è assai diffusa. L’agricoltura è storicamente il settore a maggiore resilienza, ma occorre dare una mano per affrontare la tempesta, attraverso interventi che consentano alle imprese di ripartire. Per superare la crisi occorrono misure finanziarie in grado di sostenere la capacità economica e produttiva delle nostre Imprese. Nel frattempo il Governo, accogliendo una nostra sollecitazione, ha inserito nella finanziaria 2021 l’Iva agevolata al 10% per il cibo da asporto o consegnato a domicilio soprattutto in questo periodo di pandemia e di maggiore isolamento. Con un emendamento alla manovra è stata finalmente accolta la richiesta di ridurre l’Iva per i piatti pronti e pasti preparati in vista del loro consumo immediato, della loro consegna a domicilio o dell'asporto. Inoltre anche gli agriturismi potranno sottoscrivere delle convenzioni con le aziende per garantire il servizio mensa, come confermato sia dalla Regione che dalla Prefettura. Si tratta di soluzioni in grado di scongiurare almeno il blocco totale delle attività, per questo sarebbe importante che i Comuni deliberassero l’esenzione della Tari per le imprese costrette a sospendere l’attività o a esercitarla in forma ridotta a causa della situazione di emergenza».

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