Rimodulazione Iva e scambio compensativo, Bertin (Ascom): «Inaccettabile»

«Se si mettesse mano alle aliquote del 4 e del 10% significherebbe aggredire il 44% dei consumi considerato che rientrano alimenti e utenze e tutto il comparto turistico»

«Nessuna dichiarazione di politici di destra o di sinistra, di governo o di opposizione che anche minimamente, nell’arco dell’ultimo anno e mezzo, adombrasse l’idea che si potesse mettere mano all’Iva. Adesso invece scopriamo che il governo sembra orientato ad effettuare uno scambio compensativo tra più Iva e meno cuneo fiscale. Sinceramente: è inaccettabile». Il presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova, Patrizio Bertin, è categorico. «Se la politica italiana non vuole mandare al macero anche la quota residuale di serietà in suo possesso – continua il presidente dell’Ascom padovana – deve rendersi conto che la crescita zero ed i venti di recessione che soffiano sempre più forti richiedono una riduzione drastica della pressione fiscale complessiva».

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L'operazione di rimodulare l'iva

Non sembra però andare in questa direzione la proposta del ministro Gualtieri di un’Iva differenziata: più alta per chi paga in contanti, più bassa per chi fa ricorso a carte di credito o di debito. «Sinceramente non so se una siffatta differenziazione possa reggere in termini giuridici – continua Bertin – ma se anche così fosse va ricordato che, ad oggi, i pagamenti a mezzo carta rappresentano, in valore, non più del 35% della spesa delle famiglie. Dunque sarebbe tutta da verificare l'efficacia della differenziazione delle aliquote non solo ai fini della disincentivazione del ricorso al contante, ma anche e soprattutto in termini di contrasto degli effetti economicamente recessivi e fiscalmente regressivi dell'innalzamento delle aliquote legali Iva». Ma Bertin sottolinea almeno altre tre questioni a suo giudizio dirimenti. «Nei giorni scorsi – continua – abbiamo visto come sia soprattutto il Sud che usa il contante e la cosa non ha sorpreso nessuno. In secondo luogo sembrerebbe che l'operazione “rimodulazione Iva” dovrebbe concorrere ad un accrescimento del gettito dell’imposta di circa 5 miliardi di euro. Per cui non si capisce perchè, come invece ha asserito il presidente Conte, si tratterebbe di "modulazioni con beneficio per gli italiani" dato che gli italiani dovrebbero scucire 5 miliardi. Infine se si mettesse mano alle aliquote del 4 e del 10% significherebbe aggredire il 44% dei consumi considerato che in questa categorie rientrano alimenti e utenze e tutto il comparto turistico».

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