«Perdite di raccolto dal 10 al 30%»: è allerta caldo anche per gli agricoltori padovani

Sale l’allarme, con frutta e verdura pronte per la raccolta ma bruciate dal sole cocente e piante a rischio stress idrico e colpi di calore

Alcuni dei peperoni bruciati dal sole

Sale la preoccupazione fra gli agricoltori di fronte all’ondata di caldo africano che sta interessando la campagna padovana: giovedì 27 giugno, in occasione dell’assemblea annuale di Coldiretti Padova, i dirigenti arrivati da tutta la provincia hanno confermato come in questi giorni l’allarme stia crescendo con il progressivo salire delle temperature. E hanno anche sottolineato come l’agricoltura sia il settore costantemente in prima linea di fronte ai mutamenti climatici, con una alternanza di piogge intense e temperature ben al di sotto della media a periodi segnati da ondate di calore e siccità, con il rischio crescente di fenomeni estremi come la grandine o il vento forte. 

L’allarme

Spiega Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova: «In questi giorni stiamo già contando i danni nelle nostre campagne dove bruciano frutta e verdura pronte per la raccolta. Al momento non c’è allarme siccità, grazie alla buona disponibilità d’acqua per l’irrigazione e grazie alle precipitazioni intense di maggio, ma le alte temperature stanno già provocando perdite del raccolto dal 10% al 30% in alcune aziende della provincia, dove si registrano i picchi di calore più elevati. Nella Bassa Padovana, dove ci avviciniamo ai 40 gradi, le angurie mostrano evidenti segni di scottature con sfregi bianchi sulla buccia, per non parlare dei peperoni ustionati con macchie marroni che li rendono invendibili. Siamo costretti a ricorrere all’irrigazione di soccorso per salvare le coltivazioni in sofferenza per le alte temperature, dagli ortaggi al mais, dalla soia al pomodoro. Con le temperature superiori ai 35 gradi anche le piante sono a rischio stress idrico e colpi di calore che compromettono la crescita dei frutti negli alberi, bruciano gli ortaggi e danneggiano i cereali. L’intervento con irrigazione di soccorso è importante - continua Bressan - soprattutto per far sopravvivere le piantine piccole che non avendo radici sviluppate non riescono a raggiungere lo strato umido del terreno poiché lo sbalzo improvviso della temperatura tende a formare una crosta in superficie. Nell’Alta Padovana anche gli animali nelle stalle soffrono il caldo: le vacche ad esempio producono meno latte mentre aumenta il fabbisogno di acqua per gli abbeveratoi. Diminuisce anche la produzione di uova fresche. La sofferenza e le difficoltà saranno maggiori se il caldo avrà la meglio ancora per diversi giorni. Non resta che augurarci pertanto un progressivo ritorno ai valori medi della stagione».

Assemblea Coldiretti-2

L’assemblea

L’assemblea annuale di Coldiretti Padova ha preso spunto dall’attualità per entrare nel merito delle valutazioni sull’attività svolte dalla prima organizzazione agricola padovana, con oltre la metà della rappresentanza del settore. «Stiamo vivendo - aggiunge Bressan - una stagione in cui gli agricoltori sono sempre più protagonisti della filiera agroalimentare, per valorizzare da una parte le tipicità dei nostri prodotti e dall’altra per tutelare il reddito delle nostre imprese. Per arrivare a questo siamo impegnati a costruire un sistema che accorci e renda più razionale la filiera, in modo da contenere gli aumenti dei prezzi al consumo ma anche di riconoscere il giusto prezzo a chi produce. In questa direzione va “Filiera Italia”, a cui partecipano le principali industrie del settore agroalimentare italiano: è un nuovo modello di rappresentanza agricola e che per la prima volta vede insieme agricoltori e industriali per difendere e sostenere il made in Italy. Attraverso la realizzazione di contratti di filiera dobbiamo superare i limiti delle attuali divisioni di rappresentanza». Il direttore di Coldiretti Padova Giovanni Roncalli ha tirato le somme sull’attività svolta da Coldiretti sull’ampio fronte dei servizi alle imprese del settore primario, soffermandosi sui risultati raggiunti e sui nuovi obbiettivi per rispondere al meglio alle necessità di chi fa agricoltura. Tra i prossimi impegni all’orizzonte spicca il rinnovo dei Consorzi di Bonifica. «Ci impegneremo per garantire una solida e compatta rappresentanza del mondo agricolo - conclude Bressan - perché non c’è agricoltura senza acqua e senza una corretta e attenta gestione della delicata rete idraulica del nostro territorio».

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