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Domenica, 16 Giugno 2024
Economia

Alluvione, l'Ascom di Padova stanzia fondo per imprese colpite

Il fondo sarà in grado di garantire i prestiti che le stesse ditte accenderanno negli istituti di credito. Il vicepresidente Pasqualetti: "Non scordiamoci le responsabilità di chi vuole cementificare a tutti i costi"

Subito l’aiuto concreto nei confronti delle imprese, senza però dimenticare le responsabilità. L’Ascom confcommercio di Padova interviene in favore delle imprese proprie associate colpite dall’alluvione che sta interessando diversi comuni della provincia attivando, per mezzo di Terfidi, un fondo che sarà in grado di garantire i prestiti che le stesse imprese accenderanno negli istituti di credito.

FINANZIAMENTI PER I DANNI. “Si tratta di un fondo di esclusiva pertinenza del nostro Terfidi per i casi di calamità naturali – spiega Federico Barbierato, direttore generale dell’Ascom – che, garantendo fino all’80% le banche (soprattutto quelle di credito cooperativo, più celeri nell’avviare ed approvare le istruttorie), potrà permettere alle nostre imprese, fatta salva la valutazione di merito caso per caso, di accedere ad un finanziamento per il ripristino delle attrezzature e dei locali danneggiati”.

LOTTA A CEMENTIFICAZIONE. Ma, se l’Ascom è celere nell’intervenire in favore delle proprie imprese, altrettanto è decisa nel ricordare che, pur di fronte a cause eccezionali, le responsabilità sono evidenti. “Sono anni – aggiunge il vicepresidente dell’Ascom, Franco Pasqualetti – che ci battiamo per evitare che il nostro territorio subisca ancora lo sfregio di un’ulteriore cementificazione, causa principale e prevedibile del dissesto idrogeologico. Purtroppo, ai vari livelli dell’amministrazione pubblica locale, si è sottovalutato il rischio permettendo di costruire o progettando di costruire grandi strutture adibite alla vendita di cui non abbiamo assolutamente il bisogno o, peggio, intere aree come potrebbe essere Veneto City o insediamenti come a Due Carrare. Quando si contano i danni che derivano dall’alluvione, sarebbe opportuno che qualcuno, a monte e a valle del problema, si mettesse una mano sulla coscienza e recitasse il “mea culpa”. Invece temo che non sarà così e che i patiti del cemento continueranno a dirci che serve allo sviluppo. Ma è questo lo sviluppo che vogliamo?”

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