«La ripresa stenta a decollare»: l'analisi dei dati sull'occupazione nel Padovano

«Il saldo occupazionale dall’inizio dell’anno al 31 luglio, passato da 7.231 a 1.398 - penultimo a livello regionale - ha risentito pesantemente del lockdown ed è rimasto negativo anche nella fase 2 (-930, il saldo peggiore di maggio e giugno a livello veneto)»

Samuel Scavazzin

«Di notizie positive c’è un estremo bisogno, specie in periodi come questo, ma i segnali di recupero dell’occupazione evidenziati da Veneto Lavoro sono dovuti alle misure eccezionali in vigore e come sindacato abbiamo il dovere di sottolineare i forti motivi di preoccupazione per un futuro sempre più vicino». Inizia così la lunga riflessione di Samuel Scavazzin, segretario generale della Cisl Padova Rovigo.

Lavoro

Prosegue Scavazzin: «Anche leggendo i dati, dall’inizio dell’anno al 31 luglio si nota un calo di quasi 111.000 assunzioni a livello regionale, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, 12.564 delle quali a Padova. Se confrontiamo questi dati con quelli diffusi dall’Istat, che ha previsto la perdita di 12 punti di Pil a livello nazionale, e dalla Cgia di Mestre, che evidenzia il rischio di chiusura di 4 aziende venete su 10, comprendiamo l’urgenza di azioni da mettere in campo per evitare un’emorragia di posti di lavoro, che si tradurrebbe nell’aggravarsi delle disuguaglianze e nel crollo del potere d’acquisto delle famiglie, penalizzando ulteriormente le aziende. Bisogna attivarsi fin d’ora per sostenere i giovani e le donne, che sono le categorie più penalizzate, con un calo del 41% e de 42% delle assunzioni a livello regionale. A Padova in particolare la ripresa stenta a decollare: il saldo occupazionale dall’inizio dell’anno al 31 luglio, passato da 7.231 a 1.398 - penultimo a livello regionale - ha risentito pesantemente del lockdown ed è rimasto negativo anche nella fase 2 (-930, il saldo peggiore di maggio e giugno a livello veneto). La proroga della cassa integrazione e del blocco dei licenziamenti, che ormai sembra cosa certa, darà qualche mese di respiro alla ripresa, ma bisogna prepararsi al dopo, per impedire una profonda crisi sociale. Le misure annunciate dal governo con il decreto Agosto, come l’esonero dei contributi per le aziende che riporteranno i lavoratori in attività e la riduzione per le assunzioni a tempo determinato, possono sostenere l’occupazione solo temporaneamente».

Interventi e misure

Conclude Scavazzin: «Gli interventi sul costo della manodopera devono essere accompagnati da misure che incidano sulla riqualificazione della competenze. Il tavolo sulla riforma fiscale chiesto dalla Cisl prima dell’emergenza Covid è ora più che mai urgente. La situazione di questi mesi ha confermato che le aziende con maggiori possibilità sono quelle più innovative. Gli incentivi previsti per investimenti in ricerca e sviluppo, transizione ecologica e innovazione tecnologica andrebbero semplificati e resi più facilmente accessibili. È necessario definire subito alcune priorità condivise. Serve una cabina di regia tra istituzioni, parti sociali e datoriali in vista delle scelte che dovranno essere fatte nelle prossime settimane su contrattazione decentrata, innovazione, fisco, pubblica amministrazione e sanità, prima che le trasformazioni in atto mettano alla prova la coesione sociale del nostro territorio».

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