Vendita cibo per asporto: la Regione accetta le richieste di Appe e Fipe Veneto

Con l'ordinanza del 4 maggio viene inoltre introdotta la possibilità di svolgere il servizio di ristorazione, da parte dei pubblici esercizi, per i lavoratori delle imprese

«Ringraziamo il presidente Luca Zaia per aver prontamente recepito le osservazioni che, sia come Appe Padova che come Fipe Veneto, abbiamo presentato in merito all’ordinanza di domenica 3 maggio, che manteneva l’obbligo di prenotazione per la vendita per asporto dei propri prodotti da parte dei pubblici esercizi». Sono parole di soddisfazione quelle con cui il Segretario dell’Appe (Associazione Provinciale Pubblici Esercizi) di Padova, Filippo Segato, commenta l’ordinanza del 4 maggio, con cui viene cancellato l’obbligo di prenotare il caffè, la brioche o il panino da acquistare al bar.

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Pace fatta

«Una previsione – continua Segato – che nella lettera che abbiamo inviato a Zaia avevamo definito inutile, dannosa e, alla fine, controproducente, ma soprattutto iniqua, in quanto trattava in modo diverso e più penalizzante i pubblici esercizi, dove occorreva prenotare l’acquisto, rispetto alle altre attività commerciali, come ad esempio le macellerie, i panifici e i supermercati, dove invece la prenotazione non serviva». “Pace fatta”, dunque, tra la Regione e l’Associazione degli esercenti e fondamentale, in tal senso, è stata l’opera di mediazione dell’Assessore regionale al Commercio Roberto Marcato. «Lo diciamo senza problemi – conferma il Segretario Segato – l’assessore si è fatto carico delle nostre richieste e, in tempi rapidissimi, è stata trovata la soluzione a un problema che, probabilmente, derivava da una semplice dimenticanza o distrazione». Con la medesima ordinanza del 4 maggio viene inoltre introdotta la possibilità di svolgere il servizio di ristorazione, da parte dei pubblici esercizi, per i lavoratori delle imprese. «Anche in questo caso – commenta Segato – si tratta di una decisione di buon senso che, da un lato, permette ai lavoratori di avere un servizio indispensabile di ristoro e, dall’altro, agli esercenti di fare un piccolo passo verso la ripresa delle attività, sempre nell’ottica del rispetto delle regole da seguire rigorosamente al fine di tutelare la salute pubblica».

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