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(foto: archivio)

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Appe, ultimatum al Governo: «Misure immediate e stop alle tasse per i pubblici esercizi»

L'Associazione Provinciale Pubblici Esercizi stila un pacchetto di richieste per soccorrere 500 attività e tremila posti di lavoro. Perdite registrate per 300 milioni

«Tra la beffa delle tasse dilazionate e liquidità che non arriva, questa crisi rischia di essere un'ecatombe per migliaia di esercizi. Il Governo deve intervenire immediatamente». Sono granitiche le parole di Filippo Segato, segretario di Appe Padova.

Misure inadeguate

L'associazione raccoglie quotidianamente i disperati sfoghi dei pubblici esercenti padovani, costretti alla chiusura forzata e smarriti davanti all'incertezza di misure reali a sostegno delle attività e dei criteri per la riapertura. «Gli interventi fin qui messi in campo dal Governo sono solo una risposta parziale: la liquidità non è ancora arrivata, la garanzia al 100% dello Stato per
importi massimi di 25mila euro è una cifra lontanissima dalle effettive esigenze delle imprese, soffocate dalla burocrazia e costrette a pagare tasse per servizi inesistenti - prosegue Segato -. Le imposte non sono state cancellate ma solo posticipate, oltre alla beffa di dover pagare per rifiuti mai prodotti e per l'occupazione del suolo pubblico inesistente.

Le richieste

Appe stima nel solo 2020 perdite di 300 milioni per il settore che comprende fra gli altri bar, ristoranti, trattorie, pizzerie, pasticcerie e gelaterie. Su tremila attività a Padova, 500 rischiano la chiusura definitiva, con la perdita di tremila posti di lavoro. Con Fipe Confcommercio è stato stilato un pacchetto di richieste avanzate al Governo:

  • risorse vere a fondo perduto per le imprese;

  • moratoria sugli affitti compensando il periodo di chiusura e quello di ripartenza;

  • cancellazione delle imposte fiscali fino a fine emergenza (Imu, Tari, occupazione suolo pubblico e altre) e sospensione delle bollette;

  • prolungamento degli ammortizzatori sociali e sgravi contributivi per chi manterrà i livelli occupazionali;

  • reintroduzione dei voucher per il pagamento del lavoro accessorio;

  • possibilità di lavorare da subito per asporto;

  • concessione gratuita di spazi all’aperto più ampi per favorire il distanziamento sociale;

  • piano di riapertura con tempi e modalità certe, condiviso con gli operatori del settore.

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