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Martedì, 27 Settembre 2022
Economia

Appe proclama lo sciopero dei buoni pasto

Per tutta la giornata di mercoledì prossimo, 15 giugno, i pubblici esercizi non accetteranno alcun pagamento tramite buoni pasto

Per tutta la giornata di mercoledì prossimo, 15 giugno, i pubblici esercizi non accetteranno alcun pagamento tramite buoni pasto. «Un blocco necessario - fanno sapere da Appe - per far arrivare alle Istituzioni l’appello, troppe volte ignorato, a una strutturale riforma di un sistema che, per via di commissioni che arrivano fino al 20%, non è più economicamente sostenibile. A questa iniziativa aderiscono anche le imprese della distribuzione commerciale, dai piccoli esercizi di vicinato, fino a supermercati e ipermercati della distribuzione organizzata».

Sospensione

«Con questa giornata di sospensione del servizio – dichiara Matteo Toniolo, vice Presidente dell’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE) – vogliamo sensibilizzare i lavoratori e più in generale i consumatori sulle gravissime difficoltà che le nostre imprese vivono quotidianamente a causa delle elevate commissioni che dobbiamo pagare sui buoni pasto». La commissione, in pratica, è la percentuale che l’esercente deve riconoscere alla ditta emettitrice del buono, e che viene “scontata” dal totale della fattura, riducendone di conseguenza l’importo. «Parliamo – conferma Toniolo – di una vera e propria tassa occulta che può arrivare anche al 20% del valore del buono: come dire che su un buono dal valore nominale di 5 euro, a noi ne vengono rimborsati 4, importo dal quale dobbiamo pure detrarre l’Iva al 10%».

Protesta

La protesta, che a livello nazionale è coordinata da FIPE assieme ad altre organizzazioni della distribuzione, ha l’obiettivo di salvaguardare la funzione del buono pasto perché l’escalation delle commissioni porta sempre meno aziende ad accettarli: insomma, il buono pasto rischia di diventare davvero inutilizzabile. «C’è bisogno – sottolinea il vice Presidente APPE – di una vera riforma che renda il sistema economicamente sostenibile anche per le nostre imprese che in fin dei conti sono quelle che danno il servizio ai lavoratori».

Milioni

L’APPE ricorda che il settore dei pubblici esercizi viene da due anni di pandemia in cui, soprattutto per il settore dei bar, quello maggiormente interessato dai buoni pasto, lo smart working ha generato fortissimi cali di fatturato, mentre le aziende emettitrici hanno continuato a registrare utili di milioni di euro. «Anche per questo – conferma Toniolo – è urgente far sì che la prossima gara Consip da 1,2 miliardi di euro non venga aggiudicata con gli sconti delle precedenti perché saremmo sempre noi a pagarli!». Per informare i consumatori dell’iniziativa, APPE ha predisposto un’apposita locandina, che gli esercenti esporranno nei loro locali nei giorni precedenti il 15 giugno. «Non c’è alcuna volontà – conclude Toniolo – di penalizzare i nostri clienti, ai quali chiediamo un po’ di pazienza e comprensione, per un’iniziativa che facciamo anche nel loro interesse, per mantenere inalterato il livello qualitativo del servizio reso».

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