Apprendistato nel commercio e preventivo parere di conformità degli enti bilaterali

L'Ancl Padova: «Non c’è chiarezza, le assunzioni sono bloccate»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

La legge sul nuovo apprendistato, in vigore dal 26 aprile, ne demanda la disciplina ai vari settori mediante i contratti collettivi nazionali di lavoro. In questo nuovo quadro normativo uno dei più importanti settori della nostra economia, il commercio e servizi, subordina l’assunzione degli apprendisti a un preventivo parere di conformità da parte degli enti bilaterali. Con il risultato che le nuove assunzioni in tale settore sono di fatto bloccate. Un freno che investe anche la provincia di Padova.

«In questo momento il nuovo apprendistato, norma potenzialmente virtuosa, rischia di essere ingabbiato da adempimenti burocratici che comportano solo attese inutili», afferma Giovanni Battista Braggion, presidente dell’Unione provinciale padovana dell’Associazione nazionale consulenti del lavoro, il sindacato unico di categoria. «La maggior parte dei nostri iscritti – continua Braggion - preferisce consigliare alle aziende clienti di aspettare per le nuove assunzioni, finché non ci sarà chiarezza sulla reale portata del preventivo parere di conformità».

Come accennato, tale clausola contrattuale che sta compromettendo il nuovo apprendistato prevede l’obbligo di inoltrare la richiesta di un preventivo parere di conformità, che deve essere espresso dall’ente bilaterale territoriale competente. Questo obbligo è l’unico punto certo della nuova norma, che per il resto invece si apre a una lunga serie di interrogativi. «Non è chiaro il quadro giuridico di riferimento – spiega Braggion – Se con il parere di conformità l’ente bilaterale si limita a verificare che l’azienda risponda ai requisiti di legge per l’apprendistato, diventa un adempimento burocratico inutile e doppio, perché questa verifica viene già fatta da noi consulenti prima della redazione del contratto». Un adempimento che comporta quindi attese, di giorni se va bene, o addirittura settimane: «Quale imprenditore ha interesse ad attendere settimane prima di avere in organico l’apprendista che ha deciso di assumere? Nessuno», afferma ancora il presidente Ancl - Up Padova.

Ben venga, invece, un successivo parere di conformità quando con questo l’ente bilaterale entri solo nel merito del piano formativo vero e proprio, redatto in funzione del singolo candidato apprendista. In questi giorni tutte le parti in causa, consulenti del lavoro e associazioni di categoria nel ramo del commercio, stanno avendo numerosi incontri per dirimere la questione. Tuttavia lo scoglio resta e sarebbe auspicabile un’immediata chiarificazione anche da parte del ministero del Lavoro. «In questo quadro di incertezza – conclude Braggion – la preoccupazione di noi consulenti del lavoro si trasforma anche in una non-azione per non incappare, noi e le nostre aziende clienti, in eventuali sanzioni successive».

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