Arpav Padova chiuso entro il 2014, i dipendenti: "Così si riduce controllo"

Il piano di riorganizzazione prevede la chiusura del laboratorio di via Ospedale. Oggi il personale che vi lavora ha espresso la propria contrarietà in municipio paventando "minore efficacia nella tutela e salvaguardia dell'ambiente"

La protesta dei dipendenti Arpav di Padova in municipio

"Oltre alla perdita per la città di una struttura di eccellenza riconosciuta a livello nazionale, la chiusura comporterà una minore efficacia nella tutela e salvaguardia dell’ambiente con ricadute sanitarie sul territorio, sulle comunità e sul singolo cittadino". Con queste poco ottimistiche parole si chiude la lettera aperta firmata dal personale dipendente del laboratorio Arpav di Padova di via Ospedale 22 e presentata questa mattina in municipio per lamentare lo scenario che si verrebbe a creare con la riorganizzazione dell'agenzia per la protezione ambientale del Veneto prevista dall'ultimo piano strategico di ridimensionamento approvato lo scorso aprile in Regione.

OTTOBRE 2011: IL PRIMO ANNUNCIO DELLA CHIUSURA

TAGLIO DEI CONTROLLI A SCAPITO DELLA SALUTE. Non solo Padova. Oltre al laboratorio della città del Santo, è fissata anche la chiusura delle sedi di Vicenza, Belluno e Rovigo. "Questa riorganizzazione nasce a soli due anni e mezzo dalla precedente - ricordano i dipendenti - che peraltro non è ancora stata conclusa. Dietro a queste azioni non emerge una programmazione verso il miglioramento del controllo ambientale ma soltanto il taglio indiscriminato dei controlli che va a scapito della tutela della salute del cittadino e dell’ambiente che è il principale scopo dell’Agenzia. La drastica riduzione delle sedi dei laboratori comporta necessariamente un pesante ridimensionamento dei controlli effettuati, i quali vengono rappresentati come un peso per la collettività, ma sono l’unica fonte di dati ambientali (acqua, aria, terreni, rifiuti, bonifiche) liberamente a disposizione del singolo cittadino".

I SERVIZI DELLA SEDE PADOVANA. Il laboratorio di Padova è centro di riferimento veneto per il controllo della matrice aria ed è qui che vengono svolte tutte le analisi dell’aria ambiente: polveri sottili (PM10), metalli, sostanze cancerogene (IPA, benzene) e delle emissioni industriali (inceneritori, cementifici, acciaierie, concerie, ecc.). Fornisce un servizio di pronta disponibilità 24h su 24h, 365 giorni l’anno, che con personale specializzato e strumentazione scientifica all’avanguardia, controlla l’aria in casi di emergenza (incendi, puzze, ecc.).Il laboratorio di Padova è riferimento nazionale per il controllo di acque minerali alla sorgente; è riferimento regionale per la legionella garantendo il controllo sanitario negli ospedali, case di riposo e strutture alberghiere; controlla in ambito provinciale le acque potabili degli acquedotti, le acque dei fiumi/canali, gli scarichi (depuratori pubblici, industrie, allevamenti, ecc.) e la qualità di tutte le acque di piscina. Sempre nel laboratorio di Padova vengono infine controllate le acque termali del bacino di Abano, Montegrotto, Galzignano, Battaglia e Teolo (cure termali, piscine, ecc.) e le acque di dialisi per gli ospedali di Padova e provincia, inoltre vengono effettuati i controlli batteriologici di alimenti delle Ulss di Padova e provincia (mense scolastiche, supermercati, ecc.) e le analisi di emergenza in caso di tossinfezioni alimentari.

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COMUNE, I COMMENTI POLITICI. "Una decisione inaccettabile sotto tutti i punti di vista – hanno commentato anche l'assessore all'ambiente del Comune Alessandro Zan e il consigliere regionale Piero Ruzzante - L'eccellenza di questo laboratorio è indiscussa e non è chiudendo strutture che producono reddito che si risana la situazione economica. La sensazione è che si voglia ridurre il controllo ambientale del territorio".

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