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Artigianfidi, Di Stasio: "Non è così che il fisco va incontro al cittadino-contribuente"

La denuncia: "Quale validità dobbiamo attribuire ad una semplice lettera (quindi non raccomandata) infilata nella cassetta chissà quando e chi potrà mai dire che l'abbiamo effettivamente ricevuta il giorno "x" in maniera da far scattare i 30 giorni previsti per le eventuali integrazioni?"

Che valore dare ad una richiesta di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate che arriva per posta ordinaria? Se lo stanno chiedendo i contribuenti padovani che si sono visti infilare nella buca delle lettere una missiva che richiede, entro 30 giorni, di integrare e/o produrre la documentazione per oneri deducibili elencata nella dichiarazione dei redditi.

REAZIONI DESTINATARI. "Le reazioni dei destinatari sono state le più diverse - spiega Fabio Di Stasio, presidente dell'Upi, l'Unione Provinciale Imprese, e direttore di Artigianfidi Padova al quale si sono rivolti in molti in questo avvio di settimana di luglio - c’è chi si è molto preoccupato e chi, invece, molto preciso, ha preso la richiesta come l'ennesima scocciatura a fronte di una presentazione di documentazione ineccepibile". Ma in verità il problema principale sembra essere un altro. "Quale validità - continua Di Stasio - dobbiamo attribuire ad una semplice lettera (quindi non raccomandata) infilata nella cassetta chissà quando e chi potrà mai dire che l'abbiamo effettivamente ricevuta il giorno "x" in maniera da far scattare i 30 giorni previsti per le eventuali integrazioni?"

INTEGRAZIONE. Tutte domande che i contribuenti si stanno ponendo e che, soprattutto, stanno ponendo a chi ne segue la fiscalità. "Per quanto ci riguarda - aggiunge il presidente dell'Upi - di lettere come queste ritengo ne siano arrivate diverse e penso siano la rappresentazione quasi palpabile di cosa non dovrebbe essere il rapporto cittadino-fisco. Che significato ha inviare a luglio, in pieno periodo feriale, una richiesta di integrazione da produrre in 30 giorni peraltro senza sapere esattamente quando partono i 30 giorni e perchè mai la comunicazione non ha avuto tutti i crismi di una comunicazione ufficiale? Ammesso e non concesso - si chiede Di Stasio - che tutto si svolga in maniera regolare (busta in cassetta e non magari caduta per terra o finita tra le mille pubblicità che si affastellano nella buca delle lettere) chi potrà determinare il periodo di 30 giorni che, guarda caso, finirebbe a ridosso di ferragosto?"


ASSENZA DI RISPOSTA. Rischi? "C'è il rischio non tanto teorico - conclude il direttore di Artigianfidi Padova - che l’assenza di risposta, cioè la mancata consegna dei documenti entro i fatidici trenta giorni (calcolati non si sa come), possa far scattare l'accertamento o, comunque, determini un ricalcolo delle imposte dovute con conseguente emissione della cartella. Più che una rottura un vero e proprio sfregio a quel rapporto cittadino - contribuente che sembra sempre essere l'obiettivo di ogni governo e di ogni direttore generale delle Entrate ma che poi, ad ogni piè sospinto, si rivela nè più nè meno che la classica carota alla quale fa seguito, immancabilmente, il più doloroso bastone. E spesso nemmeno meritato!"

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