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La lettera giunta anche ad Artigianfidi

La lettera giunta anche ad Artigianfidi

L'appello di Artigianfidi: "Richieste di soldi per non meglio precisati 'registri', non pagate"

Fabio di Stasio: "A distanza di pochi mesi da un invio analogo, è lo stesso 'Informazioni del Registro di Commercio' che in cambio di qualcosa come quasi 2500 euro, promette 'inserimenti' di dubbia utilità, anzi, di nessuna utilità"

"Evidentemente ad ogni invio corrisponde un certo numero di risposte e la crisi, col suo corollario di aziende in difficoltà nei pagamenti, sta facendo il resto". Fabio Di Stasio, direttore di Artigianfidi Padova e presidente dell'Upi, l'Unione Provinciale Imprese, torna a lanciare l'allarme per il recapito ad un considerevole numero di aziende di "non meglio definite proposte che, in cambio di cifre astronomiche, non offrono praticamente nulla". "Questa volta - continua Di Stasio - a distanza di pochi mesi da un invio analogo, è lo stesso 'Informazioni del Registro di Commercio' che in cambio di qualcosa come quasi 2500 euro, promette 'inserimenti' di dubbia utilità, anzi, di nessuna utilità". Nell'indirizzario figura anche Artigianfidi per cui a Di Stasio non resta che rilanciare l'"avviso": "Non rispondete e non sottoscrivete nulla, altrimenti vi impegnerete a dover versare 83 euro più Iva al mese per due anni".

L'APPELLO. L'intestazione può suonare come quella di un ente pubblico (in primis la Camera di Commercio), alla quale si aggiunge la richiesta di rispondere in tempi brevissimi (questa volta è il 10 marzo): un combinato che, ai meno attenti, può risultare fatale. "Nonostante siano anni - aggiunge il direttore di Artigianfidi Padova - che il diritto camerale va versato autonomamente dalle imprese attraverso il modello F24, c'è chi crede che queste missive siano qualcosa di 'ufficiale'. La crisi, in questo senso e per assurdo, gioca in favore di queste iniziative: chi magari non ha pagato il dovuto, tra una cartella di Equitalia e l'altra, trova 'normale' che gli arrivino altre richieste di pagamento e, purtroppo, non distingue e paga nella convinzione di tappare almeno uno dei tanti buchi ai quali deve far fronte. La cifra indicata sul bollettino, inoltre (286,70 euro), non è né il valore di un mese né quello dell'intero periodo e, soprattutto, sembra 'vera' nel senso che non è né troppo alta né troppo bassa. Quello che mi sento di suggerire - conclude Di Stasio - è di non sottoscrivere nè trasmettere nulla. Nel dubbio una telefonata ai nostri uffici può essere di estrema utilità per distinguere tra le comunicazioni importanti (non ne arrivano quasi più) e quelle di chi, facendo aggio sulle difficoltà o sulla buona fede, crede legittimo far soldi in danno di tanti piccoli imprenditori". 

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