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Ascom sulle proposte di compensazione Iva: "Appropriazione dannosa per le imprese"

Il presidente Patrizio Bertin: "Un’appropriazione difficile da comprendere -se non per le esigenze di cassa dello Stato- dal momento che si tratta di soldi che le imprese anticipano"

Il presidente di Ascom Padova Patrizio Bertin interviene sull’ipotesi di nuovo limite alle compensazioni dei crediti iva da 5000 a 2500. Secondo Bertin si tratta di appropriazione dannosa per le imprese, difficile da comprendere se non per le esigenze di cassa dello stato.

LA RIDUZIONE DEL LIMITE.

Al Ministero dell’economia e delle finanze- si legge- stanno studiando il modo per ridurre ciò che era già stato ridotto. “Sembra – attacca il presidente dell’Ascom, Patrizio Bertin – che i tecnici del ministero stiano lavorando per una nuova stretta sulle compensazioni dei crediti Iva con l’idea di ridurre ulteriormente il limite di quelle automatiche che da 5.000 passerebbe a 2.500 euro. Un’appropriazione difficile da comprendere -se non per le esigenze di cassa dello Stato- dal momento che si tratta di soldi che le imprese anticipano e delle quali sarebbe giusto potessero rientrare nella disponibilità al più presto”. Invece non è così dal momento che oltre i 5.000 euro (adesso) e i 2.500 (forse domani) non è possibile procedere in modo automatico compensando il credito con altri versamenti (Irpef, contributi, ecc.) ed è necessario, invece, o avanzare una richiesta di rimborso che, bene che vada, dovrà attendere mesi oppure farsi certificare il credito con dilazione dei tempi di utilizzo e con ulteriori costi amministrativi.

LA "MELINA" DELLO STATO.

“La sola idea – conclude il presidente dell’Ascom – che lo Stato “faccia melina” e non consenta alle imprese, già in difficoltà di liquidità, di ritornare nella disponibilità dei propri soldi, la dice lunga sulla “doppia verità” che caratterizza il rapporto tra fisco e contribuente: massima disponibilità al dialogo a parole, massima sfiducia (nei confronti del contribuente) nei fatti. Anche quando non si tratta di tasse da pagare, ma di crediti che, a rigor di logica, dovrebbero essere immediatamente disponibili se non altro perché ne troverebbe beneficio l’intero sistema economico”.

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