Semplificazioni? Il presidente di Ascom Bertin: «Sul tema del lavoro temo la fregatura»

Il presidente dell'Ascom Confcommercio di Padova non esprime un giudizio sul decreto licenziato dal Consiglio dei Ministri in materia di semplificazioni

«Chissà perchè quando sento parlare di "semplificazioni" temo che le cose si complichino». Il presidente dell'Ascom Confcommercio di Padova, Patrizio Bertin, non esprime un giudizio sul decreto licenziato dal Consiglio dei Ministri in materia di semplificazioni con la formula "salvo intese". «Il problema - continua il presidente dell'Ascom padovana - è che ho come l'impressione che stiano per prepararci la fregatura. E' vero che tanti indizi non fanno una prova, però val la pena tenere questi indizi nella debita considerazione».

Gli indizi

Primo indizio: non si parla minimamente di lavoro e pare che note informali del Ministero del Lavoro prevedano un cambio delle modalità di accesso alla cassa integrazione con un raddoppio dei passaggi burocratici. Si parla di due domande distinte, ovvero una duplicazione degli adempimenti formali. «Ecco: questa non è di sicuro "semplificazione". Se proprio non vogliamo chiamarla "complicazione" direi che un buon sinonimo potrebbe essere "follia" perchè tale sarebbe se vedesse la luce dopo che, nei mesi scorsi, abbiamo dovuto assistere, impotenti ma destinatari dei disagi, al continuo susseguirsi di decreti interministeriali, circolari Inps e del Ministero del Lavoro, spesso in contraddittorio gli uni con le altre. Risultato: in tanti sono ancora in attesa dei soldi della cassa», spiega Bertin.

Semplificare gli appalti

Secondo indizio: il decreto è in buona parte destinato a semplificare gli appalti. «Non vorrei - si allarma Bertin - che tra una deroga e l'altra ci scappasse anche la possibilità, "semplificata", di costruire supermercati e centri commerciali in deroga alle norme regionali previste. Già adesso, almeno per quanto concerne il nostro territorio, siamo in una situazione di proliferazione che a noi non appare sicuramente commisurata alle necessità della popolazione e che, anzi, creerà un processo di "cannibalizzazione" per cui a breve assisteremo a chiusure con relativi licenziamenti e stabili abbandonati e forieri di degrado».

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Burocrazia ministeriale

Terzo indizio: cento pagine di decreto per semplificare sembrano tantine. «Evidentemente la politica - conclude il presidente dell'Ascom Confcommercio di Padova - è ostaggio della burocrazia ministeriale. Quando la gente perbene cita il verbo "semplificare" si attende che, come ha fatto la Regione, per accedere ai fondi basti indicare il codice fiscale e non, come avviene per il bonus vacanze, sia indispensabile un accesso allo Spid, un'app, un QR code e forse dimentico ancora qualcosa. Questo per dire che i piccoli imprenditori, i professionisti, gli artigiani e i commercianti, quando sentono parlare di semplificazioni si attendono procedure semplici sul tipo, ad esempio, di evitare le dichiarazioni dell'Iva se ormai tutti devono trasmettere gli scontrini ogni giorno. Ma evidentemente troppa semplicità non fa bene alla burocrazia e men che meno fa bene a chi fa dell'elusione consentita dalle norme farraginose il proprio credo per continuare a dichiarare poco (ma meglio sarebbe dire nulla) magari in un paradiso fiscale ben all'interno dei confini dell'Unione Europea».​

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