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Economia

18app, il bonus di 500 euro per i neomaggiorenni dà respiro alle librerie indipendenti

Il presidente dei librai dell'Ascom Padova: "L'investimento maggiore riguarda i testi universitari"

Al posto delle fotocopie, i libri di testo universitari. “E con l’acquisto dei libri universitari e non solo, le librerie indipendenti hanno potuto respirare”. Conferma la bontà del bonus da 500 euro messo a disposizione dei diciottenni dal governo con 18App (e confermato anche per l’anno corrente e per il prossimo) il presidente dei librai dell’Ascom Ali Confcommercio di Padova, Antonio Zaglia.

DIRITTO ALLO STUDIO

“Ai dati diffusi dal ministro Franceschini – continua il presidente dei librai dell’Ascom – fanno riscontro quelli dei nostri negozi che dicono che l’investimento maggiore è avvenuto sul libri di testo a dimostrazione di due cose fondamentali: che i giovani non sperperano e che il diritto allo studio andrebbe sostenuto in maniera stabile”. I dati ai quali fa riferimento Zaglia dalla sua libreria di Este sono quelli che dicono che in tutta Italia, in quasi 13 mesi, dal 3 novembre 2016 al 30 novembre 2017, circa 600mila ragazzi nati nel 1998 e nel 1999 hanno speso oltre 163milioni di euro utilizzando il bonus. Gli acquisti, va detto, sono stati effettuati per il 54% dei casi sulle piattaforme online e per il 46% direttamente nei circa 4.000 esercizi commerciali accreditati.

LIBRI PREFERITI A MUSICA E CINEMA

“Ma i dati del ministro Franceschini – continua Zaglia – dicono anche molto altro, ovvero che oltre l’80% del valore della spesa complessiva nei due anni del bonus cultura ha riguardato i libri (98% libri cartacei e solo 2% ebook) e a seguire concerti e musica, che insieme raccolgono oltre il 10% della spesa, e cinema con oltre il 7% del valore degli acquisti”.

STOP ALLE FOTOCOPIE

Per Zaglia, però, al di là dei valori assoluti (che comunque hanno significato la bellezza di 60 milioni di euro convogliati verso le librerie) interessa sottolineare proprio l’aspetto “universitario” dell’iniziativa.
“C’è un bisogno di avere fra le mani un libro “vero” – conclude Zaglia – che va al di là dei numeri e delle cifre e che, come ho detto, testimonia di una gioventù che meriterebbe di essere sostenuta nel proprio sforzo di formazione e che se si rivolge a prodotti succedanei (le fotocopie) lo fa per necessità e non certo per contestare la validità ed il piacere di confrontarsi con le pagine del prodotto cartaceo che, come si deduce dalle percentuali, non teme confronti con l’ebook”.

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