Nidi privati, Ascom scrive a Zaia: «Riaprire, o le madri dovranno lasciare il lavoro»

Assonidi Ascom Confcommercio scrive al governatore del Veneto a nome delle 700 strutture private della regione che rischiano di non riaprire mettendo in crisi anche le famiglie

(foto: archivio)

Una grave perdita di esperienze professionali importanti, centinaia di attività che rischiano di non riaprire più e, di riflesso, genitori che dovranno rinunciare al lavoro per accudire i figli a casa. Sono i rischi che la crisi da Coronavirus fa correre al settore degli asili nido privati, 700 in Veneto, e che ha spinto Assonidi Ascom Confcommercio a scrivere a Luca Zaia.

L'allarme

Una la richiesta: costituire un tavolo di lavoro con pedagogisti e operatori del settore in modo da stabilire i criteri per una riapertura da concordare con le famiglie. «Chiediamo alla Regione di intervenire per i 700 asili nido privati che in Veneto ospitano 17mila bambini, il 58% del totale - spiega la presidente provinciale Elisabetta Rampazzo -. Si sta lasciando collassare un intero patrimonio di esperienze pedagogiche unico in Europa e visto che a Roma fanno orecchie da mercante ci rivolgiamo a Zaia. Il settore degli asili nido è costituito da micro imprese caratterizzate da un fragile equilibrio economico, dove le rette pagate dalle famiglie servono a coprire i costi di gestione. Senza rette a causa della chiusura, molte strutture rischiano di non riaprire mai più».

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Madri lavoratrici a rischio

Una crisi che potrebbe riflettersi in modo gravissimo anche sulle famiglie stesse: «Ora che si va verso una ripresa delle altre attività - aggiunge Rampazzo - Madri e padri che lavorano hanno un vitale bisogno dei nidi. Senza questo anello fondamentale saranno costretti a lasciare il loro lavoro per accudire i figli. Un dramma che avrà come prime vittime le donne lavoratrici».

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