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Lunedì, 25 Settembre 2023
Economia

Parola d'ordine? Ottimismo: l'assemblea di Ascom Padova guarda al futuro con rinnovata fiducia

Dichiara Patrizio Bertin: «Dobbiamo pur sempre fare i conti con il Pil che, a causa della guerra in Ucraina, non potrà essere quello sperato, ma qui ci sono la forza morale e le idee per continuare ad essere quel Veneto “eterna sorpresa” che sempre spariglia le carte degli economisti»

Ha concluso la sua relazione con una frase di Winston Churchill: «L'ottimista vede opportunità in ogni pericolo, il pessimista vede pericolo in ogni opportunità».
Patrizio Bertin, presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova, ha voluto condensare nell’aforisma del premier britannico che sconfisse Hitler il senso dell’assemblea annuale della maggiore organizzazione imprenditoriale padovana: timori per le difficoltà sì, ma senza mai arrendersi ed anzi, cogliendo i segnali positivi che arrivano, ad esempio, dal turismo e dai servizi, guardare avanti con ottimismo, seppur senza esagerazione.

Assemblea

Al cospetto dei rappresentanti delle categorie e del territorio, per la prima volta dal 2019 riuniti “in presenza” nella sala convegni della Provincia di Padova per l’assemblea ordinaria e straordinaria (quest’ultima per uniformare lo statuto padovano a quello nazionale), il presidente dell’Ascom Confcommercio è partito da una constatazione: il Veneto non demorde. E qui ha sottolineato come la Pasqua abbia rappresentato un ottimo rilancio del turismo sostenuto, per quanto riguarda la città, dal riconoscimento Unesco di Urbs Picta alla quale potrà ragionevolmente aggiungersi, nel breve periodo, l’attività del neonato Centro Congressi ed, in prospettiva, l’arena della musica. Ma anche la provincia, terme in testa e città murate a ruota, hanno dimostrato tutta la loro dinamicità. «Malgrado la pandemia - ha affermato Bertin - il terziario di mercato è cresciuto, ma una parte consistente delle imprese continua ad essere in affanno a causa dell’aumento dei costi dell’energia e della riduzione dei consumi». E-commerce, fisco, legalità, difficoltà a reperire personale sul mercato del lavoro: questi altri temi toccati dal presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova che ha avuto parole molte dure nei confronti della burocrazia «che sempre si insinua - ha sottolineato - in qualsiasi attività e che rischia di far diventare impossibile anche quello che è possibile, peraltro con un costo di 57 miliardi l’anno (5 solo per il Veneto) che grava sulle imprese». 

Dati

«Certo - ha concluso Bertin - dobbiamo pur sempre fare i conti con il Pil che, a causa della guerra in Ucraina, non potrà essere quello sperato, ma qui ci sono la forza morale e le idee per continuare ad essere quel Veneto “eterna sorpresa” che sempre spariglia le carte degli economisti». Fin qui la relazione del presidente. Ma in cartella i rappresentanti di categoria e territorio hanno anche trovato altri dati a conferma di una vivacità alquanto rara di questi tempi. A cominciare dalle adesioni che registrano un saldo di 56 unità per poi passare ai dati degli enti bilaterali che hanno registrato 1971 sussidi ai dipendenti, 641 sussidi alle aziende, 91 corsi di formazione, 161 voucher formativi, 1257 partecipanti ai corsi, 253 pareri di conformità e 123 verbali di conciliazione. La formazione, invece, ha annoverato 16mila ore formative, 5mila allievi e oltre 2500 aziende clienti. Infine, Fidi Impresa e Turismo Veneto, il confidi del sistema regionale di Confcommercio, che vanta 18.401 soci, ha erogato linee di credito per 312.595.000 euro.

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