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Per “costruire il nuovo triangolo industriale”: storica fusione tra Confindustria Padova a Unindustria Treviso

Verrà proposta venerdì 15 maggio al PalaExpo di Marghera in occasione dell’assemblea generale, per diventare così uno dei “vertici” del nuovo triangolo manifatturiero italiano

Il conto alla rovescia è ormai finito. E la data storica è dietro l’angolo: venerdì 15 giugno Confindustria Padova e Unindustria Treviso si uniranno per formare uno dei primi poli manifatturieri in Italia, omogeneo e complementare nei settori produttivi rappresentati.

Vertice veneto del nuovo triangolo industriale

Lo faranno al Pala Expo di Marghera in occasione dell’Assemblea Generale 2018. I lavori saranno aperti dai Presidenti Massimo Finco e Maria Cristina Piovesana. Quindi la relazione di Marco Fortis, Vicepresidente della Fondazione Edison, Docente all’Università Cattolica di Milano ed Editorialista economico. Seguirà la conversazione con Carlo Bonomi, Presidente di Assolombarda Confindustria Milano, Monza e Brianza, Lodi e Alberto Vacchi, Presidente di Confindustria Emilia Area Centro, condotta da Dario Di Vico, Giornalista Corriere della Sera. A seguire l’intervento di Carlo Messina, Consigliere Delegato e CEO di Intesa Sanpaolo. Le conclusioni sono di Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria. A solo un anno esatto dal pieno mandato conferito ai Presidenti dalle rispettive basi associative, e dopo un lungo e approfondito confronto tra gli imprenditori, Unindustria Treviso e Confindustria Padova sottoporranno alle rispettive Assemblee la proposta di integrazione delle due associazioni per costruirne insieme una, unica e più importante.

Triangolo Industriale-2

Numeri emblematici

D’altronde i numeri parlano chiaro: Padova e Treviso rappresentano uno dei territori chiave dell’economia nazionale, con una popolazione complessiva di oltre 1,8 milioni di abitanti, 168mila imprese (al netto agricoltura) per 796mila addetti, di cui 286mila nell’industria (39,5% del totale veneto). E l’industria di Padova e Treviso genera il 39,2% del valore aggiunto manifatturiero del Veneto e il 5,4% di quello italiano (12,8 miliardi di euro, 15,2 mld con le costruzioni - 2015 ultimo dato disponibile). Nel 2017 è di 22,5 miliardi di euro il valore delle esportazioni, ossia il 37% del totale veneto e il 5% di quello nazionale. L’attivo commerciale è di 9,2 miliardi (59,5% del Veneto). Un’area con numeri da record per dinamismo e innovazione imprenditoriale, crescita, export, che si candida a saldare il vertice veneto del nuovo triangolo industriale, che va da Milano a Bologna e su fino a Venezia.

Segno più nel primo trimestre 2018

L’indagine congiunturale congiunta realizzata con Fondazione Nord Est su un campione di 500 aziende delle due province, evidenzia come si allunghi la striscia positiva dell’industria di Padova e Treviso, sia pur assestata su un ritmo più basso. Nel primo trimestre 2018 la produzione aumenta su base annua del +0,1%, dopo il solido +2,8% messo a segno nella media del 2017 (+4,2% nel quarto trimestre). Performance migliore per il metalmeccanico (+0,6%) e per le imprese tra 20 e 49 addetti (+1,9%). La componente estera della domanda è ancora la più vivace con un +1,9%, spinto dalle vendite nei mercati extra-Ue (+2,7%), ma in rallentamento rispetto al +4,6% nel 2017. Avanza moderatamente la domanda interna (+1,5%). Ancora positiva la dinamica degli ordinativi (+2,4%). Prosegue il recupero dell’occupazione, pari al +1,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+1,8% nel 2017). Nonostante le turbolenze politiche recenti e i nuovi rischi geopolitici, le aspettative delle imprese e la propensione ad investire restano moderatamente positive, anche se in calo rispetto alla rilevazione precedente. Il 38,9% prevede un aumento della produzione nel periodo aprile-settembre, il 38,7% ordini esteri in salita. Sul fronte occupazione prevale la stabilità (65,4%), ma il 36,8% prevede nuove assunzioni. E il 27,2% aumenterà gli investimenti. Diminuisce invece il clima di fiducia sullo stato dell’economia italiana tra sei mesi: in miglioramento per il 15,5% (23,4% nel trimestre precedente), stabile per il 64,9%. Dopo la fase di instabilità politica, superata con la formazione del nuovo governo, è cruciale agire con responsabilità per ricostituire stabilmente la fiducia degli operatori e riaffermare la centralità dell’industria nelle politiche per il lavoro, la crescita, il debito.

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