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A dare l'allarme il presidente Carlo Valero

A dare l'allarme il presidente Carlo Valero

Aumento Iva? Confapi scrive a Zaia: "Nel 2018 tasse raddoppiate"

La denuncia da parte di "piccole e medie industrie Padova" che scrive una lettera accorata al presidente del Veneto Luca Zaia: "Se non cambia qualcosa e l'Iva passa dal 22 al 25,5% in pochi anni le imposte indirette a Padova passeranno da 200 a 410 milioni"

Dai 200 ai 410 milioni. Una mostruosità. Sarebbe questo l'ammontare delle imposte indirette che andrebbe a gravare sul territorio padovano in pochi anni con il possbile aumento dell'Iva dal 22 al 25,5%. E' la denuncia delle piccole e medie imprese dell'Industria Padova che spera, attraverso una lettera indirizzata al presidente del Veneto Luca Zaia, di cambiare il corso della politica economica dei prossimi mesi. Ecco l'appello accorato di Confapi Padova per mano del presidente Carlo Valerio.
 

LA LETTERA. "Scrivo questa lettera per porre alla sua attenzione l’approssimarsi di una scadenza che sta passando ingiustamente in dimenticatoio: se i tagli alla spesa previsti dal Governo con l’ultima legge di Stabilità non saranno sufficienti, il 1° gennaio 2016 scatterà l’aumento dell’Iva. Confapi Padova da tempo sta tenendo il conto alla rovescia, sperando di poterlo interrompere al più presto. Si fa presto a fare i calcoli: mercoledì 23 settembre mancheranno soltanto 100 giorni alla data fatidica. Per questo le chiedo di sposare questa nostra campagna e prendersi l’impegno di farsi portavoce nei confronti del Governo perché le risorse necessarie per scongiurare l’aumento dell’Iva vengano trovate in altri modi.

Come sapete, se i tagli e le entrate non basteranno a far quadrare il bilancio e restare all’interno del quadro di vincoli imposti dall’Europa, ci sarà un incremento dell’Iva spalmato in più anni, come precisato dall’articolo 45 del Disegno di legge. Un’ipotesi che Confapi Padova boccia nella maniera più categorica. Si parla di una clausola di salvaguardia sulle aliquote Iva e sulle altre imposte indirette per un ammontare di 12,8 miliardi nel 2016, 19.2 miliardi nel 2017 e 21,3 miliardi nel 2018, prevedendo un aumento dell’aliquota ordinaria del 22% al 24% nel 2016, al 25% nel 2017 e al 25,5% nel 2018, mentre l’aliquota ridotta al 10% passerebbe al 12% e, in seguito, al 13%. Il tutto, secondo quanto elaborato da Fabbrica Padova, il nostro centro studi, comporterà un carico di imposte indirette nel territorio veneto di circa 1,2 miliardi nel 2016, 1,8 miliardi nel 2016 e 2 miliardi nel 2018, e in quello padovano di circa 247 milioni nel 2016, 370 nel 2017 e addirittura 410 milioni nel 2018.

Un’escalation che le nostre imprese e le nostre famiglie non possono permettersi. E’ superfluo puntualizzare che con un rincaro dell’Iva ci saranno moltissimi beni che subiranno un aumento del prezzo: questo nuocerà ulteriormente ai consumi, riducendo di conseguenza i ricavi, e saranno proprio le piccole e medie imprese a essere le più danneggiate. Senza contar che è tutto da dimostrare che un eventuale aumento dell’Iva permetterà di rimpinguare le casse dell’Erario nella misura prevista. E’ sin troppo evidente, infatti, che la riduzione degli acquisti porterà a una riduzione del gettito complessivo. Un motivo in più per far sentire la nostra voce con tutta la forza possibile e dire no a una misura letale per la nostra economia. Da soli non possiamo combattere questa battaglia sacrosanta. Ecco perché le chiedo di fare il possibile per aiutarci a portarla avanti di fronte agli organi competenti, facendola arrivare in parlamento. Mancano 100 giorni, siamo ancora in tempo per riuscirci. L’Istituzione che rappresenta non può ignorare quanto rischiosa sia la direzione che, se non cambierà nulla, sarà imboccata".

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