Aumento sì, ma «da uno a 3 euro»: per le pensioni dei padovani si prospetta «un incremento ridicolo»

«Dal primo gennaio 2021 migliaia di pensionati padovani riceveranno un aumento da 1 a 3 euro sulla propria pensione, già ridotta ai minimi termini. Un incremento ridicolo, che in questo periodo di emergenza sanitaria, e conseguente crisi economica, suona come una beffa»

«Dal primo gennaio 2021 migliaia di pensionati padovani riceveranno un aumento da 1 a 3 euro sulla propria pensione, già ridotta ai minimi termini. Un incremento ridicolo, che in questo periodo di emergenza sanitaria, e conseguente crisi economica, suona come una beffa»: la segnalazione è di Anp Cia Padova.

Pensioni

Commenta il presidente della sezione provinciale dell'associazione nazionale pensionati, Dino Milanello: «Nell’ultimo decennio la perdita del potere d’acquisto delle pensioni è stata dell’ordine del 30%. Molti fanno addirittura fatica ad arrivare non alla quarta settimana, ma alla seconda del mese». La pandemia, peraltro, ha aumentato le diseguaglianze sociali e provocato un peggioramento delle condizioni di vita di tanti anziani, come osserva lo stesso presidente: «Sono anni che ci battiamo nelle sedi opportune per chiedere, concretamente, maggiore dignità, equità, giustizia sociale nei confronti di chi ha contribuito al progresso del Paese». Fra le istanze portate avanti con forza da Anp, l’incremento delle pensioni «almeno al 40% del reddito medio nazionale, come indicato dalla Carta Sociale Europea, ovvero 650 euro al mese a fronte degli attuali 515 euro al mese della minima». Occorre poi «stabilizzare la quattordicesima fino a tre volte il trattamento minimo, cioè 1.520 euro mensili, e ridurre proporzionalmente il carico fiscale sulle stesse pensioni: risulta il più elevato d’Europa, anche rispetto ai lavoratori». Anp richiede inoltre «piene indicizzazioni, al 100% delle pensioni basse e medio alte che da anni sono penalizzate. In pratica, un sistema di adeguamento all’incremento del costo della vita. Stiamo promuovendo incontri e videoconferenze con tutti gli schieramenti politici, di maggioranza e opposizione affinché portino tali questioni nei tavoli relativi alla nuova Legge Finanziaria». Secondo Anp, infine, ci sono pure delle criticità sociali legate all’emergenza sanitaria in atto: «Attualmente i medici di base non seguono regolarmente i pazienti, spesso anziani, nelle loro abitazioni, come accadeva fino a febbraio. Le ricette o le impegnative, poi, vengono inoltrate ai diretti interessati via mail, non più in presenza. Questo sistema crea non poche difficoltà alla fascia della terza età, non sempre pratica in termini di nuove tecnologie. Se non c’è una rete famigliare che li sostiene, gli anziani stessi rischiano di rimanere soli. Molti Comuni hanno attivato il servizio di consegna di spesa e farmaci a domicilio grazie a delle persone che si sono rese disponibili in tal senso. Ancora una volta il mondo del volontariato viene in aiuto ai più deboli».

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